Il lavoro che non c’è o viene tagliato, dalle strisce blu ai dipendenti “Fortè”: “Fermare emorragia”

 
1
Per Corallo la situazione rimane sempre molto grave

Gela. Dove il lavoro è merce rara, si susseguono tagli e vertenze. Quello che se ne sta per andare è stato un anno, come molti altri in passato, profondamente segnato dalla rincorsa al posto che sembrava sfumare, così come la dignità di tante famiglie. Il segretario provinciale della Filcams Cgil Nuccio Corallo ricorda le lotte, che alla fine si sono risolte in favore dei lavoratori. Dalla refezione scolastica, che dovrebbe partire a gennaio; agli addetti delle strisce blu, che però solo per un paio di mesi sono riusciti a ritornare in attività, prima di subire un nuovo stop; per finire con i dipendenti della municipalizzata Ghelas, che hanno la sicurezza del lavoro, ma reclamano diritti fondamentali come il Tfr. “A fine anno, si traggono i bilanci – dice Corallo – tra le vertenze che ci siamo intestati la più clamorosa è stata quella che toccava sessantotto famiglie delle lavoratrici della refezione scolastica, che il commissario straordinario aveva tagliato. Il servizio partirà subito dopo le vacanze natalizie. Poi, è toccato agli ausiliari della sosta, che dopo quasi un anno sono ripartiti per un breve periodo di quarantacinque giorni ed ora sono nuovamente disoccupati, il loro futuro adesso passa dalla Ghelas, sempre con i vertici della multiservizi torneremo a parlare. Con il nuovo amministratore dobbiamo verificare il recupero del Tfr pregresso e le prospettive future. Penso anche all’altra partecipata, la “Caltanissetta Service”, con i lavoratori in sofferenza. Incontreremo i vertici della società e dell’ex Provincia”. Una nuova emergenza, abbattutasi sulla testa di tanti lavoratori, si è concretizzata a ridosso del periodo festivo. Tra Gela e Butera, sono venticinque i dipendenti dei punti vendita “Fortè”, adesso fermi, a causa del collasso finanziario del gruppo Meridi. “Attendono oltre cinque mensilità arretrate e sette anni di mancato versamento del Tfr – spiega ancora Corallo – ad oggi, non conoscono lo stato del loro futuro lavorativo. Il 7 gennaio, è prevista l’udienza al Tribunale di Catania, per capire le sorti del gruppo e dei lavoratori che noi rappresentiamo”. Ma la crisi è anche del settore della vigilanza privata o fatta di tagli che hanno colpito una delle aziende che si occupava, a livello locale, del servizio di pulizie per conto di Poste Italiane. I lavoratori hanno ottenuto, dopo sei mesi, quanto gli spettava per il fine rapporto. Un quadro con tonalità sempre più scure che spinge la Filcams provinciale a sostenere la vertenza “Sblocca Gela”, avviata dal sindacato territoriale.

“Siamo fuori da ogni circuito turistico, le sagre locali le visitiamo noi negli altri centri, da fuori Gela non arriva nulla – conclude Corallo – abbiamo le mura Timoleontee chiuse come anche il museo Regionale. Le attività commerciali continuano ad abbassare le saracinesche, il centro storico si svuota ogni giorno di più. Serve una sana e profonda programmazione che porti il territorio ad essere “normale”. Ad oggi, siamo solo “fuori mercato”. Spero che il nuovo anno possa essere di svolta per la città, che il lavoro torni al centro dell’attenzione e che l’emorragia occupazionale venga fermata, per sempre. Un sogno di normalità”.

1 commento

Rispondi a Indignato Cancella la risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here