“Io in discussione? Su Patto per il Sud giunta non ha colpe politiche”, Liardi: “Riattivati iter fermi da tempo”

 
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Liardi non si sente in discussione

Gela. “Le polemiche sterili non servono a niente. Il taglio dei fondi del Patto per il Sud è una questione che tocca la città. Quando ci siamo insediati era tutto fermo”. L’assessore ai lavori pubblici Ivan Liardi la prossima settimana avrà una serie di riunioni alla Regione. “Onestamente, non avevo alcun sentore di una scelta di questo tipo – continua – lo scorso giugno, insieme a dirigenti e funzionari comunali, abbiamo avuto un lungo confronto con i responsabili dei settori della Regione interessati alle procedure. Ci avevano confermato che c’erano ritardi nelle procedure, ma allo stesso tempo avevano escluso tagli agli stanziamenti. Non credo che si possano addebitare responsabilità politiche a me, alla giunta e al sindaco Lucio Greco. Il taglio deciso a Palermo è una mossa politica. Non staremo con le mani in mano. L’atto deve ancora passare dalla commissione bilancio dell’Ars, che ne dovrà valutare anche la legittimità. Io ho i miei dubbi. Non credo che sottrarre fondi ad un’area di crisi complessa come quella di Gela possa avere un fondamento normativo”. Liardi, tra gli assessori della giunta Greco che ha deleghe molto pesanti, non si sente affatto a rischio. “Ripeto, stiamo facendo tutto quello che si può per portare avanti procedure, che quando ci siamo insediati erano ferme da tempo – dice ancora – cosa abbiano fatto in passato non lo so e non voglio fare polemiche. Bisogna entrare nell’ordine di idee che la vicenda interessa tutta la città. Non ci possono essere divisioni tra maggioranza e opposizione. Se saltassero quegli investimenti, le ripercussioni sarebbero uguali per tutti. Abbiamo attivato anche una short list di esperti esterni, chiamati ad affiancare i rup comunali, sempre nell’ottica di velocizzare le procedure”.

L’amministrazione Greco, a questo punto, tenterà di far saltare il taglio deciso dall’assessore regionale Mimmo Turano e avallato dalla giunta del presidente Nello Musumeci. Allo stato, però, non sembra così semplice mettere a segno la contromossa, soprattutto politica.

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