Le armi clandestine e la droga per i Rinzivillo, il blitz “Mutata arma”: chiuse le indagini

 
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Le pistole utilizzate nel poligono scoperto dagli investigatori

Gela. Droga e armi a supporto del gruppo mafioso dei Rinzivillo. I pm della Dda di Caltanissetta hanno chiuso le indagini nei confronti di undici coinvolti, tutti fermati al termine del blitz “Mutata arma”. Le accuse mosse dagli investigatori riguardano Carmelo Vella, Graziano Vella, Angelo Gagliano, Davide Faraci, Rosario Vitale, Davide Pardo, Salvatore Biundo, Massimo Castiglia, Majch Vella, Andrea Tomaselli e Luigi Barone. Il gruppo dei Rinzivillo avrebbe avuto a disposizione veri e propri armieri clandestini, capaci di modificare armi giocattolo, rendendole pienamente efficienti. Ma non sarebbero mancati neanche i canali della droga, da ripiazzare in città.

Nel corso delle indagini, condotte con appostamenti e riprese video, è stato scoperto un presunto poligono clandestino, usato per testare le armi modificate. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato ai difensori di tutti i coinvolti nell’inchiesta. Per gli inquirenti, sarebbe stato individuato un nucleo del gruppo mafioso dei Rinzivillo, in grado di assicurare soprattutto la disponibilità di armi. Collegamenti ricostruiti dai poliziotti della mobile di Caltanissetta e da quelli del commissariato di Gela. Nel pool difensivo, ci sono gli avvocati Flavio Sinatra, Salvo Macrì, Carmelo Tuccio, Cristina Alfieri, Rocco Cutini, Giuseppe Fiorenza, Torquato Tasso, Francesco Villardita, Carla Tirrito e Massimo Alì.

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