Morti alle Acciaierie Venete, operaio gelese si salvò: quattro condanne e due assoluzioni

 
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L'intervento dei primi soccorsi dopo l'incidente

Padova. Il giorno del terribile incidente sul lavoro, nello stabilimento padovano di Acciaierie Venete, c’era anche l’operaio gelese David Di Natale. Riuscì a salvarsi, riportando però ferite profonde e ustioni. Il giudice del tribunale di Padova, nelle scorse settimane, ha emesso la decisione, con quattro condanne e due assoluzioni, oltre ad una serie di sanzioni imposte alle società coinvolte. A cedere di netto fu una siviera che rilasciò una colata di acciaio fuso. Le conseguenze peggiori si ebbero per due operai, Sergiu Todita e Marian Bratu, morti successivamente, proprio a causa delle ustioni che non gli lasciarono scampo. Alessandro Banzato, presidente di Acciaierie Venete, è stato condannato a 2 anni e 6 mesi. Stessa pena per il direttore Giorgio Zuccaro. Vito Nicola Plasmati, amministratore delegato della Hayama Teac Service, ditta incaricata della manutenzione degli impianti, è stato condannato a 6 mesi e 15 giorni (pena sospesa) mentre Giancarlo Tonoli, ex consigliere con delega all’esecuzione dei collaudi per Danieli Centro Cranes, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi più interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Assolti per non aver commesso il fatto, invece, Giacomo Mareschi Danieli, amministratore delegato della Danieli & C., e Nicola Santangelo, ex presidente del cda di Danieli Centro Cranes.

Il giudice padovano ha stabilito una sanzione pecuniaria di 100 mila euro per Acciaierie Venete, 228 mila euro per Danieli spa, 94.500 per Danieli Centro Cranes e il divieto di contatti con la pubblica amministrazione per un anno per la Danieli spa, per 9 mesi per la Danieli Centro Cranes e per 8 mesi per Acciaierie Venete. Di Natale, che riuscì ad evitare il peggio insieme ad un altro lavoratore impegnato nel turno di quel giorno, attraverso un’agenzia interinale era al secondo giorno per conto della “Hayama Teac”. Non è da escludere che dopo aver valutato le motivazioni del giudice, le difese degli imputati condannati possano decidere di rivolgersi ai magistrati di appello.

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