Moto rubata al dipendente Rsa, cadono accuse: arriva un’assoluzione

 
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Immagini di repertorio

Gela. Non sono emersi elementi per ritenere che fosse lui il ladro, che diversi anni fa portò via la moto di un dipendente della Rsa Caposoprano, che era in servizio nella struttura sanitaria. Il giudice Antonio Fiorenza ha assolto Pasquale Trubia, che era a processo proprio con l’accusa di aver fatto sparire la due ruote, ritrovata però poco dopo. “Non aver commesso il fatto”, con questa formula è stata pronunciata l’assoluzione. La procura, attraverso il pm Tiziana Di Pietro, ha invece concluso per la condanna, ritenendo che ci siano stati riscontri sulla responsabilità dell’imputato, anche sulla base di quanto accertato dagli agenti di polizia che si occuparono delle indagini. Proprio sull’esito degli accertamenti ha posto più di un dubbio il difensore dell’imputato, l’avvocato Flavio Sinatra.

Ha spiegato che le immagini dei sistemi di videosorveglianza non posero riscontri certi, neanche sull’identificazione e sull’abbigliamento indossato da chi colpì. La difesa ha aggiunto che in realtà la denuncia fu presentata dopo tre giorni dal ritrovamento della moto, come ha ammesso in aula il proprietario. Tutti punti che hanno portato il legale a chiedere l’assoluzione, escludendo qualsiasi elemento a carico di Trubia.

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