Ottobre decisivo per gli atti finanziari, Faraci ai civici: “Rendiconto il 10 e piano entro il 20”

 
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I consiglieri civici Davide Sincero e Rosario Faraci

Gela. I riaccertamenti dei residui attivi e passivi sono stati definiti da tutti i settori del municipio. Il dirigente al bilancio Pino Erba sta predisponendo la proposta di giunta da trasmettere ai revisori dei conti, che avranno otto giorni per esprimere il relativo parere. Sono i primi dati riferiti in aula dall’assessore Mariangela Faraci. Il vicesindaco, che segue passo dopo passo tutte le fasi degli atti finanziari, ha risposto ad un’interrogazione del gruppo consiliare di “Una Buona Idea”. “In base a quello che indica il dirigente – ha spiegato l’assessore Faraci – il rendiconto 2022, con la conclusione dei riaccertamenti appena definita, potrà arrivare in aula consiliare il 10 ottobre. Il piano di riequilibrio, invece, il 20 ottobre”. Sono passaggi finanziari cruciali per cercare di evitare il dissesto. La tempistica, allo stato, è quella dettata dall’assessore in aula. Per i civici di “Una Buona Idea”, però, il rendiconto 2022 “dovrebbe arrivare in aula almeno entro fine settembre”, ha detto il capogruppo Davide Sincero, che insieme al consigliere Rosario Faraci ha formalizzato l’interrogazione. “Almeno sul rendiconto – ha precisato Sincero – pensiamo che i tempi debbano essere più stretti per evitare che si arrivi poi solo agli ultimi giorni utili e con scadenze politiche che potrebbero incidere”.

Il piano di riequilibrio va approvato e trasmesso alla Corte dei Conti entro il 28 ottobre. Gli uffici tecnici dell’ente comunale stanno lavorando sugli atti e i riaccertamenti sono stati completati: rendiconto 2022 e piano di riequilibrio sono le tappe da non mancare. “Rispetto al bilancio di previsione 2023-2025 – ha concluso l’assessore – il commissario regionale ha spiegato che prima va definito il piano di riequilibrio”. Sugli atti finanziari, soprattutto rispetto al piano di riequilibrio, l’amministrazione comunale dovrà cercare di ottenere il più ampio consenso, anche dall’opposizione.

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