Pedinamenti ed estorsioni, liberi due commercianti: Primo resta in carcere

 
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Gela. Primi provvedimenti del tribunale del Riesame nell’inchiesta che vede coinvolti anche quattro carabinieri. Il presidente Mario Amato ha annullato il provvedimento restrittivo nei confronti del pasticcere, assistito dai legali Tonino Gagliano e Maurizio Cannizzo.

Il reato è stato derubricato da calunnia a falsa testimonianza. Torna libero anche Angelo D’Andrea, difeso dall’avvocato Flavio Sinatra, che si trovava ai domiciliari.

Rimane in carcere il maresciallo Giovanni Primo, cui cadono due ipotesi di reato, ovvero quella di estorsione all’imprenditore Spadaro e calunnia. Rimane in piedi quella di concorso esterno in associazione per delinquere.

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