Pressioni stiddare e presunto favoreggiamento, cadono accuse: assolti anche i Cirignotta

 
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Gela. Sono stati tutti assolti gli imputati coinvolti in una delle costole di indagine del blitz “Agorà”. Questa mattina, il collegio penale del tribunale, presieduto dal giudice Miriam D’Amore (a latere Marica Marino e Fabrizio Giannola), ha rilasciato un dispositivo favorevole agli imprenditori Guido Cirignotta e Angelo Cirignotta, inizialmente ritenuti responsabili di favoreggiamento. Per la Dda di Caltanissetta avrebbero cercato di allontanare l’ombra delle imposizioni stiddare e dei posti di lavoro pretesi nei loro cantieri edili. Non sono emersi elementi per corroborare questa ricostruzione. Già il pm Stefano Strino aveva concluso per l’assoluzione, confermata dai giudici. Gli imprenditori, anche in fase di indagine, avevano respinto gli addebiti. Assolti Carmelo Curvà, Luciano Orazio Curvà, Giuseppe Nocilla, Simone Nicastro, Giuseppe Caci, Umberto Barone e Salvatore Antonuccio. “Il fatto non sussiste”, con questa formula il collegio ha dato seguito alle conclusioni difensive e a quelle della Dda, che aveva indicato la richiesta di assoluzione. Gli investigatori individuarono alcuni esercenti ed imprenditori locali che vennero poi accusati di aver tentato di coprire le imposizioni che arrivavano proprio dagli stiddari. Una ricostruzione che non ha trovato fondamento anche a seguito delle dichiarazioni successivamente ritrattate dall’ex collaboratore di giustizia Davide Nicastro, ormai uscito dal programma speciale. Assolti, inoltre, Giuseppa Palazzo e Paolo Di Maggio. Per i coniugi, difesi dai legali Cristina Alfieri e Guglielmo Piazza, la Dda aveva concluso per la condanna ad otto anni di reclusione ciascuno. L’ipotesi era che ci fossero state pressioni per consentire l’assunzione di Palazzo in un supermercato locale. Anche in questo caso, il collegio ha concluso con “il fatto non sussiste”. L’estinzione, con il non diversi procedere, è stata formalizzata per la posizione di Emanuele Palazzo, deceduto negli scorsi anni.

Per il riconoscimento della responsabilità degli imputati avevano concluso i legali Federica Maganuco e Valentina Lo Porto, in rappresentanza dell’associazione antiracket “Gaetano Giordano”, costituita parte civile. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Davide Limoncello, Salvo Macrì, Giusy Ialazzo, Giovanna Zappulla, Ivan Bellanti, Nicoletta Cauchi, Alfredo D’Aparo e Lara Amata.

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