Prestiti usurai ad un imprenditore, tre anni a Orazio Di Giacomo: assolto il figlio

 
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Gela. 
Condannato a tre anni e dieci mesi di reclusione con l’accusa di aver prestato a strozzo circa ventimila euro alla famiglia di un imprenditore in difficoltà economiche ma assolto per i presunti danneggiamenti subiti dalle vittime. 

Si è concluso in questo modo il processo di primo grado nei confronti di Orazio Di Giacomo, condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Il figlio Paolo Quinto, a sua volta imputato, è stato assolto da tutte le accuse. Il pubblico ministero Elisa Calanducci, invece, aveva chiesto la condanna a dieci anni di reclusione per lo stesso Orazio Di Giacomo e due anni e nove mesi per il figlio Paolo.
Si sono affievolite, stando al dispositivo letto in aula dal giudice Paolo Fiore, le pesanti contestazioni nei confronti dei due, arrestati per aver minacciato e messo sotto scacco la famiglia dell’imprenditore che ricevette il prestito ad usura. Gli avvocati difensori Michele Micalizzi e Giovanni Lomonaco sono riusciti a far emergere una serie di presunte contraddizioni nelle testimonianze rese in aula dai testi dell’accusa e dalle stesse vittime.
“Non fu un prestito ad usura – hanno spiegato – il denaro ai Di Giacomo non fu restituito e chiaramente ci furono sollecitazioni per riavere quanto prestato”.

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