Quali errori non commettere e come difendersi dalle truffe online, i consigli dell’esperto

 
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Gela. Nell’era digitale può succedere di finire nella rete di attacchi informatici e di abili truffatori. Può bastare un clic sbagliato, ingenuo ed in buona fede, per vedersi cancellati i dati del proprio pc, o peggio rubati. O può ancora succedere di rispondere ad un sms, o una mail, cliccare su un link che in realtà ti porta a fornire i propri dati personali.

Sono ancora tante, troppe le persone che oggi vengono truffate.  Si stima che oltre il 70 per cento di chi usa smartphone o pc sappia che dietro alcuni “inviti” si nascondono truffe, eppure cliccano lo stesso. Per capirne di più abbiamo chiesto il parere ad un esperto, Giuseppe Trainito, che sabato ha aperto il suo store, Cartotech, in Corso Vittorio Emanuele, a due passi da vico Santa Lucia.

“Tra i primi consigli c’è sicuramente di non cliccare sulle pubblicità – spiega – non fornire i propri dati personali, non credere se ti scrivono con una mail o smes hai vinto. Quindi il mio consiglio è di non fidarsi, di non cliccare su messaggi di banca o posta dove chiedono di inserire i dati. Basta poco agli esperti di truffe informatiche per avere accesso ai dati sensibili e addirittura distruggere i dati che si trovano”.

Sono infatti noti i casi di malviventi digitali che una volta in possesso dei dati personali delle loro vittime le contattano chiedendo soldi.

Giuseppe Trainito, che dopo anni di esperienza in altre aziende ha deciso di mettersi in proprio, ha deciso che nel suo “Cartotech” il rispetto dell’ambiente deve essere un mood.

Ambiente, riciclo, meno inquinamento – spiega – dato che tratterò cartucce e toner rigenerati per risparmiare e per avere minor impatto ambientale, lo stesso vale per i computer, rigenerati garantiti, che vuol dire sicurezza per il consumatore, e riutilizzo di prodotti diminuendo costi e con un minor impatto ambientale”.

Tornando alla cyber security va sottolineato che tutti potenzialmente hanno qualcosa di valore che può ingolosire un hacker. L’errore ricorrente che fanno i cittadini, ma soprattutto alcuni imprenditori sul tema della cyber security è proprio quello di pensare di non avere nulla di interessante che possa essere appetibile per un criminale informatico. E quindi, solo per questo, si sentono di essere al riparo da eventuali attacchi sui propri sistemi.

Per le aziende bisogna fare attenzione al lavoro da remoto. Molto spesso le insidie per la sicurezza si annidano nei pc dei dipendenti che lavorano da remoto sia dal wifi domestico che da un wifi pubblico. La formazione dei dipendenti diventa necessaria per evitare rischi. Così come è importante installare un buon antivirus. Fare il backup dei dati, che vanno poi conservati in modo sicuro e verificati.

Stabilire una policy per le password. Gli esperti di sicurezza informatica consigliano di adottare una politica che prevede il cambiamento delle password (del primo login) ogni 90 giorni. La “freschezza” delle password contribuisce a mantenere alto il livello di sicurezza. Anche creare password complesse rappresenta una buona soluzione. Una password efficace è quella composta da almeno otto caratteri con un misto di numeri e lettere, in maiuscolo e minuscolo.

“Non lasciare password in giro – dice Trainito – Ci sono ancora tante persone che hanno l’abitudine di scrivere le password su foglietti attaccati al pc. Non condividere dati delicati all’esterno. I criminali informatici reperiscono molti dei dati che utilizzano per violare sistemi proprio sui social network. Non aprire link nelle email. Quello dei link è uno dei metodi più usati dagli hacker per infettare pc e dispositivi. Se non si è sicuri su un link, non bisogna cliccarci.

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