“Taglio fondi è scelta irresponsabile”, Greco su Patto per il Sud: “Pronto ad azioni eclatanti”

 
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Greco spiega di non essere preoccupato dal ricorso

Gela. Un taglio enorme, da 33 milioni di euro, è una mazzata non solo finanziaria ma anche politica che arriva sulle spalle dell’amministrazione comunale. Sfuma gran parte del budget destinato ai progetti del Patto per il Sud. La burocrazia regionale ha deciso di stoppare tutto, ritenendo che non sussistano le condizioni per arrivare alla progettazione esecutiva di molti interventi, che in città dovevano essere finanziati con i soldi del Patto per il Sud. Il sindaco Lucio Greco rompe il silenzio. “Per è un fulmine a ciel sereno – dice – per quel che mi compete passerò ai raggi x tutti i fascicoli riguardanti i progetti inviati alla Regione. Sono pronto e deciso, se dovessi riscontrare anomalie o inefficienze, a prendere duri e severi provvedimenti nei confronti di chicchessia”. Il sindaco, quindi, non esclude che anche la burocrazia comunale possa aver stentato, perlomeno in alcune procedure. Allo stesso tempo, chiama a raccolta la deputazione regionale del territorio, che almeno nel caso dei deputati Giuseppe Arancio e Michele Mancuso lo sostiene nel governo politico della città. “Chiedo a tutta la deputazione eletta a Gela di far sentire la propria voce, se non vuole apparire come una semplice comparsa nel panorama politico regionale e nazionale – continua – spero altresì che i sindacati facciano sentire la propria voce per impedire che il nostro territorio continui a subire ulteriori scippi oltre a quelli già patiti dall’accordo con Eni. Da sindaco della città non farò sconti a nessuno e sin da ora dichiaro che sarò disposto ad azioni eclatanti pur di difendere il mio territorio”. Non esclude che possano esserci gli spazi per fare in modo che a Palermo cambino decisioni. “Politici così navigati non possono dimenticare che una decisione di questo tipo produce l’effetto di creare un sentimento di sfiducia e di rancore verso una certa classe politica – dice ancora – mai in questi cinque mesi di esperienza amministrativa, è giusto precisarlo, ho ricevuto una sola sollecitazione né alcun suggerimento ad apportare modifiche o correzioni a progetti già presentati”.

Il vicesindaco Terenziano Di Stefano ha parlato di “scorrettezza politica”, contestando la scelta degli assessorati regionali che hanno tagliato i fondi. “Non può quindi il governo regionale, per giustificare una scelta così clamorosa – conclude Greco – al limite dell’irresponsabilità, trincerarsi dietro norme procedurali più o meno corrette, perché ciò equivarrebbe ad ammettere, implicitamente, la propria impotenza rispetto ad una burocrazia che apparirebbe la vera padrona della Regione. I politici e gli amministratori regionali non possono dimenticare che, non a caso, Gela è stata dichiarata area di crisi complessa”. Greco non cita mai direttamente il presidente della Regione Nello Musumeci ma è chiaro che l’addio ai 33 milioni di euro segna una fase critica dei rapporti politici tra l’amministrazione comunale dell’avvocato e il governo regionale.

1 commento

  1. Siamo in attesa di queste azioni eclatanti. Caro Sindaco tu non farai assolutamente nulla così come con Caltaqua. Quando non eri Sindaco si poteva rescindere il contratto ora dobbiamo avere paura dei danni. Abbia la compiacenza come si dice a Gela almeno “don parrari assai”.

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