Taglio utenze idriche agli indigenti legittimo, il Tar dà torto al Comune

 
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Gela. I giudici amministrativi del tar di Palermo bocciano il sindaco Angelo Fasulo e la sua ordinanza di sospensione del taglio delle utenze idriche intestate a cittadini in difficoltà economiche.

Il comune, secondo i magistrati, non avrebbe avuto alcuna possibilità d’intervenire nel rapporto fra l’azienda e i suoi clienti. Non sono state sufficienti, quindi, le prese di posizione a tutela dei destinatari dei provvedimenti di sospensione delle forniture e i tavoli avviati davanti al prefetto di Caltanissetta. Un no secco, quello pronunciato dal tribunale amministrativo, che, in ogni caso, non ha trovato alcuna opposizione da parte dei legali di Palazzo di Città e dell’Ato idrico Cl6: semplicemente, non costituitisi in giudizio. In sostanza, i magistrati palermitani hanno sposato la linea disegnata dai legali di Caltaqua. Il sindaco, infatti, avrebbe abusato dei suoi poteri emanando, lo scorso ottobre, un’ordinanza che impediva agli operatori della società italo spagnola di tagliare la fornitura a diversi utenti morosi.
Stando all’atto firmato dal primo cittadino, gli elenchi inviati dai funzionari di Caltaqua, giunti per la prima volta sui tavoli comunali nel febbraio di un anno fa, non sarebbero stati completi: mettendo a rischio famiglie indigenti o con disabili a carico. I manager della società che gestisce l’intero servizio idrico, però, hanno contestato i ritardi nei controlli delle liste e, soprattutto, l’ordinanza firmata dal sindaco.
In base alla sentenza redatta dai giudici del tar, non ci sarebbero state neanche le condizioni per l’emissione di un’ordinanza. Il taglio delle utenze, infatti, sarebbe stata diretta conseguenza del mancato pagamento degli importi dovuti dagli utenti.
Nell’ordinanza contestata, invece, il primo cittadino metteva in discussione i criteri utilizzati dai funzionari di Caltaqua che avrebbero previsto di tagliare anche le utenze intestate a cittadini, parzialmente già in regola dopo il pagamento del cinquanta percento della bolletta idrica.
Uno scontro frontale fra l’amministrazione comunale e il gruppo dirigente della società italo spagnola che, però, costerà alle casse municipali quasi duemila euro: a tanto, ammontano le spese del giudizio che dovranno essere pagate dai funzionari di Palazzo di Città. Adesso, alla luce della decisione dei giudici, bisognerà capire se la campagna di taglio ai morosi verrà ripresa dagli operatori di Caltaqua e, soprattutto, quali mosse intenderà mettere in campo l’amministrazione Fasulo.

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