“Tassi d’interesse troppo alti”, Montepaschi dovrà risarcire l’ospedale

 
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Gela. Tassi d’interesse superiori a quelli concordati e maggiori spese di massimo scoperto. Così, i giudici della Corte dei conti siciliana hanno condannato Montepaschi Siena a risarcire le casse dell’ospedale Vittorio Emanuele.

Una vicenda lunga e complessa che, addirittura, venne a galla a seguito di una serie di accertamenti svolti dai militari della guardia di finanza quindici anni fa. In base alle verifiche, emersero presunte irregolarità contabili da parte dei funzionari dell’allora Banca Antoniana veneta, titolari del servizio di tesoreria per conto del nosocomio. L’istituto di credito venne successivamente assorbito dalla banca senese.
“Come risulta dai prospetti contenuti nel verbale della guardia di finanza – si legge nel testo redatta dai magistrati contabili – la commissione di massimo scoperto  ammontava per l’anno 1999 complessivamente ad euro 4.137,83, mentre, rispetto ad un tasso dovuto del 4,5-5%, era stato applicato un tasso del 8,5-9-13% per una differenza complessiva di 8.866,00 euro”.
Discrasie finanziarie che sono costate la condanna all’istituto di credito toscano. Introiti superiori rispetto a quelli indicati nell’originaria convenzione stipulata tra i funzionari della banca e quelli dell’ospedale Vittorio Emanuele che, adesso, a distanza di quindici anni, dovranno essere restituiti, mettendo in conto gli interessi, questi sì, effettivamente maturati nel corso del tempo.

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