“Difficile battere le corazzate”, Donegani: “PeR va avanti, Pd? Giochi la sua partita”

 
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Miguel Donegani

Gela. Il progetto “Progressisti e rinnovatori” non sembra essere solo una confezione politica di scopo, finalizzata alle amministrative. L’ultimo posto tra i cinque candidati a sindaco non pare intaccare le certezze dell’ex parlamentare Ars Miguel Donegani, tornato all’agone politico attivo dopo diversi anni. “Noi giochiamo un’altra partita – dice – sapevamo di non poter battere le corazzate. I nostri candidati sono giovani e arrivano da una scuola politica. Purtroppo, le percentuali di affluenza basse non ci hanno favorito ma sapevamo che sarebbe stato difficile. Aspettiamo gli esiti della lista. Certamente, non abbiamo i campioni dei voti ma il nostro progetto è di coerenza”. L’ex parlamentare regionale è un dirigente della prima ora del Partito democratico che invece andrà al ballottaggio a supporto dell’ex assessore Terenziano Di Stefano. “La partita del Partito democratico la gioca il Pd – continua – Di Stefano? Non mi risulta sia un esponente del Partito democratico. E’ stato scelto invece dai grillini”. Donegani l’esperienza dell’agorà politica, poi conclusa con la designazione di Di Stefano a candidato a sindaco, l’ha vissuta sostanzialmente fino alla conclusione. Non ha però condiviso il sigillo del coordinatore regionale M5s Nuccio Di Paola, che è servito da investitura a Di Stefano. Anche il laboratorio “PeR”, in un ballottaggio che si preannuncia serrato, potrebbe avere un peso non indifferente. Il progetto prosegue, indipendentemente dalle scelte che si faranno. Per Donegani, bisogna lavorare anche allo scopo di radicare il “voto libero”.

“Se dovessero chiederci un sostegno? Decideremo tutti insieme – conclude – riunirò il gruppo dirigente e i candidati. Faremo una valutazione che sia coerente con quanto abbiamo fatto fino ad oggi”. Da Donegani nessun endorsement ufficiale per il ballottaggio. Pare difficile però ipotizzare una soluzione che non abbia legame alcuno con il centrosinistra e con l’area progressista, seppur i rapporti con i dem non siano certamente nella fase di maggior fulgore.

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