Gestione impianti ciclo rifiuti, tavolo tecnico alla Regione: Robilatte, “su organico intesa con Kalat”

 
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L'Ato gestirà il Tmb almeno fino ad aprile

Gela. Il confronto si sposta alla Regione. Attraverso un tavolo tecnico si tenterà di trovare una soluzione per il passaggio di gestione degli impianti del ciclo locale dei rifiuti, dall’Ato Cl2 in liquidazione alla nuova società in house, controllata direttamente dalla Srr4 e che è stata affidata all’ingegnere palermitano Giovanna Picone. Sulla carta, la società in house dovrebbe subentrare, praticamente alla scadenza dei sei mesi assegnati all’Ato per la prima fase del nuovo impianto di trattamento meccanico biologico a Timpazzo. Il Tmb è l’asset fondamentale che dovrebbe toccare alla gestione della società in house, al momento sprovvista di una vera e propria struttura tecnica. “L’assemblea – dice l’assessore all’ambiente Grazia Robilatte che ha partecipato alla riunione di ieri – ha deciso di chiedere la convocazione di un tavolo tecnico alla Regione. In questo modo, potremmo avere un riscontro diretto, così da definire l’iter, che comunque non è semplice. Vogliamo evitare a tutti i costi che il Tmb debba fermarsi”. Anche l’amministrazione comunale parteciperà al tavolo palermitano, oltre ai vertici di Srr4 e Ato Cl2. Sulla procedura, comunque, pesa anche la decisione del Cga, risalente allo scorso dicembre, che ha accolto il ricorso dei vertici dell’Ambito ottimale. Il commissario Giuseppe Panebianco ha sempre spiegato che per l’Ato in liquidazione gli impianti sono garanzie fondamentali a tutela dei creditori e anche i giudici amministrativi hanno accolto questa linea. Una situazione sicuramente molto difficile da sbrogliare, almeno da un punto di vista amministrativo.

Intanto, l’assessore Robilatte conferma che sarebbe vicina l’intesa con Kalat Ambiente, finalizzata all’uso della piattaforma privata dell’azienda per smaltire l’organico. Da settimane, ci sono seri problemi in città e nei Comuni della Srr4. L’impianto di compostaggio di Brucazzi non riesce a coprire le quantità che arrivano e altre piattaforme private sono state fermate per attività di manutenzione. L’amministrazione comunale ha dovuto rivedere il calendario dei conferimenti, che in questa fase viene aggiornato di settimana in settimana. “C’è un discorso aperto, quasi definito, con Kalat – spiega Robilatte – riteniamo che la loro piattaforma possa essere sufficiente per le nostre esigenze, ma è chiaro che l’emergenza rimarrà sempre dietro l’angolo, qualora anche l’impianto di Caltagirone dovesse fermarsi per manutenzione o per ragioni tecniche”. Come anticipato negli scorsi giorni, la giunta sta tentando la carta dell’autosufficienza e ha dato incarico al dirigente del settore ambiente, che dovrà valutare la tecnologia del chimico industriale Fabrizio Nardo. Se arrivasse il sì dei tecnici comunali, partirebbe lo studio di fattibilità su un progetto per la realizzazione di un impianto di compostaggio innovativo e con emissioni quasi del tutto abbattute, incentrato sul sistema brevettato da Nardo.

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