I fondali di Bulala diventeranno un‘area archeologica protetta

 
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Gela. I fondali di Bulala hanno restituito in questi anni tesori di grande valore archeologico, sia attraverso il lavoro di volontari che della Capitaneria di Porto. Ecco perchè è stato deciso di istituire un’unica vasta area di tutela archeologica per tutelare il patrimonio archeologico dei nostri fondali.

Giovedì presso i locali del Museo Archeologico la Soprintendenza del Mare di Palermo e la Capitaneria di Porto illustreranno i dettagli della neo istituita area di tutela archeologica a Bulala.

I numerosi ritrovamenti fatti dalla Capitaneria di Porto di Gela nell’area, tra cui si ricorda il ritrovamento di 102 reperti del gennaio 2010, cui si sono aggiunti quelli fatti dalle altre forze di polizia, hanno portato ad una più mirata collaborazione con la Soprintendenza del Mare di Palermo per la tutela del patrimonio archeologico sommerso.

Il risultato di questa sinergia è stata l’istituzione di un’unica vasta area di tutela archeologica in località Bulala, comprendente le zone dei relitti denominati 1, 2 e 3. L’esigenza che ha guidato gli sforzi della Capitaneria di Porto di Gela e della Soprintendenza del Mare di Palermo è stata quella di non parcellizzare la tutela, limitandola solo alle aree dei relitti già noti, ma di estenderla alle acque limitrofe, i cui fondali si sono dimostrati nel tempo dimora di materiali archeologici pertinenti a navi riconducibili a diverse epoche storiche.

I relitti ricadenti nell’area oggetto dell’Ordinanza sono stati oggetto di scavi archeologici, in particolare il numero uno è stato recuperato con una complessa e delicata operazione di imbragatura e sollevamento per poi essere sottoposto a restauro. Ora l’attenzione è rivolta al relitto 2 in corso di studio ed al relitto 3 di cui ancora si conosce poco. La conferenza sarà presieduta da Soprintendente del mare, Sebastiano Tusa, affiancato dal suo staff e dal Comandante della Capitaneria di Porto, Rosario Loreto.

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