Il bagno di sangue della famiglia Polara, in aula torna il caso dell’affronto stiddaro a Cosa nostra

 
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Gela.Potrebbero essere ammessi ad un rito alternativo, probabilmente il giudizio abbreviato.


La strage Polara. Sarà il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Caltanissetta a decidere, il prossimo gennaio. Le accuse vengono mosse ad uno dei capi storici della stidda locale Orazio Paolello e a Filippo Gibilras. Per i pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, avrebbero avuto un ruolo nella strage della famiglia Polara, quando nel dicembre del 1988 vennero trucidati Salvatore Polara, allora braccio destro del boss Piddu Madonia, la moglie e due figli. Era l’attacco degli stiddari al potere del gruppo di cosa nostra.

La richiesta di rito alternativo è stata subito avanzata dal difensore di Paolello, l’avvocato Maria Brucali. Anche la difesa di Gibilras, sostenuta dal legale Elio Lembati, valuterà l’ipotesi. Il gup ha ammesso la costituzione di parte civile di due familiari delle vittime, rappresentate dall’avvocato Tiziana Giardina. Paolello ha sempre escluso di aver fatto parte del gruppo di fuoco, responsabile della strage nell’appartamento di via Ducezio, ma si sarebbe limitato a supportare il fratello Antonio, successivamente deceduto, favorendone la fuga tra le strade a ridosso dei quartieri Sant’Ippolito e San Giacomo. Quella strage è tornata sui tavoli dei pm della Dda nissena anche a seguito delle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, soprattutto dagli ex stiddari, che oggi invece parlano con i magistrati e con gli investigatori.  

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