“Il progetto del Popolo della Famiglia non si fermerà il 28 aprile”

 
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Gela. Gela pupilla degli occhi miei”. Ogni discorso pubblico lo concludeva così Salvatore Aldisio, ricordato durante la presentazione della lista del Popolo della Famiglia e Noi con Gela. In un locale cittadino sabato pomeriggio si sono radunati i candidati di una lista che punta fortemente ai valori della famiglia tradizionale. Alla presenza del candidato civico Lucio Greco e degli assessori designati Di Stefano e Tufano e Caci (assenti Gagliano e Faraci), ogni candidato ha espresso il proprio pensiero in merito alla campagna elettorale.

Di certo il movimento del popolo della Famiglia non si fermerà al 28 aprile. A prescindere da chi sarà il sindaco (naturale il ”tifo” per Lucio Greco il Popolo della sua Famiglia continuerà la sua opera di stimolo e proposta all’amministrazione comunale per difendere valori cristiani.

Emanuele Zappulla, uno dei promotori del movimento in città insieme a Renato Messina, ha sottolineato come sia stata fatta una selezione rigida dei candidati, che il progetto non si fermerà il 28 aprile ma rimarrà dinamico e rivolto sempre al popolo.

L’avvocato Giovanni Panebianco teme l’astensionismo ed ha rivolto un appello ai simpatizzanti affinché si possano portare quanti più cittadini a votare. “Siamo davanti ad un preoccupante calo demografico – ha detto – la città è in caduta libera. I proclami li lasciamo ad altri perché sappiamo che amministrare non è affatto facile. Lucio Greco è l’unico candidato spendibile per questa città”.

In pochi mesi di esperienza assessoriale è stato fatto tanto ma sono rimaste anche tante cose in sospeso. La pubblica amministrazione non è riuscita a stare al passo. Su 25 progetti finanziati solo 5 sono stati attivati e non per colpa del personale che è capace, ma che non viene formato da anni”.

Franco Cagnes ha aggiunto come tra i temi caldi ci siano anche quelli di strutture importanti abbandonate, come il palazzetto ed il kartodromo.

Renato Messina ha puntato sulla crisi economica che ha travolto le famiglie. “La chiusura della raffinazione ha creato enormi difficoltà alle aziende dell’indotto – ha detto – Da dieci anni con la Caritas vivo in prima persona i disagi di tante persone che hanno perso il lavoro. Serve una buona e responsabile politica”.

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