Investimenti fermi e futuro ancora incerto, la giunta attacca Crocetta: “Non risponde neanche al telefono”

 
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Gela. Il presidente della Regione Rosario Crocetta? Chi lo ha visto?

“Il boia della città…”. E’ scontro aperto tra l’amministrazione comunale e il governatore siciliano. Al centro della diatriba, la stasi che sta dominando non solo intorno alla vertenza Eni ma, più in generale, sul prossimo sviluppo della città. “Oramai non risponde più neanche al telefono – spiega il sindaco Domenico Messinese – aspettiamo ancora che apponga la propria firma su una delibera della giunta regionale che definisce la perimetrazione dell’area di crisi complessa”. Per Messinese e il suo vice Simone Siciliano sia il presidente Crocetta sia il Partito Democratico starebbero utilizzando i tavoli di trattativa avviati solo per danneggiare l’azione della giunta e guadagnarsi qualche voto in più in vista delle prossime scadenze elettorali. “Se qualcuno ha deciso di essere il boia di questa città – ha concluso il sindaco – è giusto che i cittadini lo sappiano. Tutti i nostri sforzi vengono puntualmente rimandati e ridotti”.

“Per noi tutto è una priorità”. Una tesi sostenta anche dal vice sindaco Simone Siciliano che, dal momento del suo insediamento, segue per intero la vertenze Eni e più in generale il confronto sui prossimi investimenti per la città. “Abbiamo progetti già definiti per circa 19 milioni di euro, solo per quanto riguarda le compensazioni Eni – ammette – mancano però i passaggi con la Regione. Proprio la Regione è inadempiente su fronti importanti come il porto rifugio, la Breast Unit o l’Utin. Per noi, tutto è una priorità”. Sindaco e assessore non hanno risparmiato frecciate neanche in direzione del Partito Democratico che, solo qualche giorno fa, ha contestato l’azione dell’amministrazione, soprattutto sul fronte Eni. “Invitalia – hanno detto – fa parte del percorso tracciato con il protocollo del novembre di due anni fa fin dallo scorso anno. Abbiamo trovato tante falle nel procedimento e a Roma hanno compreso che stiamo facendo di tutto per rispettare quanto previsto dall’accordo. Stranamente, invece, a Palermo è sempre difficile confrontarsi”.

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