L’Antiracket cresce ma la città sta morendo, e la Bindi diserta l’inaugurazione

 
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Gela. E’ stata istituita a Gela la seconda sede nazionale della Federazione antiracket italiana (Fai). Un importante riconoscimento giunto dopo oltre dieci anni dall’inaugurazione dell’associazione antiracket “Gaetano Giordano” che ha permesso di liberare 167 imprenditori dal racket del pizzo. L’inaugurazione della sede Fai è stata affidata al vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana, in concomitanza con la conclusione dei lavori di restauro di Palazzo Guttilla, corso Vittorio Emanuele, che da sempre ospita l’antiracket “Gaetano Giordano”. L’importante riconoscimento, che colloca Gela alle spalle di Napoli (storica sede Fai nazionale) nella lotta al contrasto del fenomeno estorsivo, è scaturito da un’attenta analisi alle associazione antiracket nazionali, anche in rispetto dei più rigidi parametri di valutazione introdotti nel 2007. Tra questi la costituzione parte civile nei processi, l’accompagnamento degli operatori economici alla denuncia e il sostegno continuo. In alcune circostanze, anche un riconoscimento economico quale indennizzo dei danni subiti. Il taglio del nastro della nuova sede Fai è stato preceduto da un cerimoniale disertato da Rosy Bindi, presidente della commissione nazionale antimafia, e caratterizzato dagli interventi di Pippo Scandurra (presidente nazionale Fai), Santi Giuffré (commissario straordinario antiracket) e Tano Grasso (presidente onorario Fai). Erano presenti anche il prefetto, il procuratore, il presidente del tribunale e tutti i massimi rappresentanti delle forze dell’ordine. “Diventare sede Fai è un importante riconoscimento – evidenzia Caponetti – non solo per tutto il nostro territorio. Gli associati all’antiracket sono in continua ascesa. Grazie a loro è possibile dare importanti contributi alle operazioni di contrasto alla criminalità organizzata. Dal 2005 sono state avviate circa 80 operazioni con arresti importanti di esponenti criminali consegnati alla giustizia”. Il taglio del nastro è stato solo simbolico, considerato che gli interventi di restauro di Palazzo Guttilla finiranno entro il 10 febbraio. “Mancano gli infissi alla storica sede – conclude Renzo Caponetti – e al nuovo salone al pianoterra che servirà per promuovere attività di sensibilizzazione alla denuncia, coinvolgendo anche gli alunni delle scuole del territorio”.

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