L’ondata di maltempo, la giunta chiede lo stato di calamità naturale: gli agricoltori invocano aiuti

 
0

Gela. “Abbiamo deciso di chiedere lo stato di calamità naturale a seguito dei danni causati dall’ondata di maltempo appena passata”. “Danni di non poco conto”. Il sindaco Domenico Messinese del Movimento cinque stelle conferma che, nelle scorse ore, la sua giunta ha mosso un primo passo ufficiale attraverso una delibera. “I danni causati dall’intensità della pioggia – spiega il primo cittadino – sono ancora in fase di accertamento. Sicuramente, non parliamo di cifre di poco conto”. Sulla città, nell’arco di poche ore nella giornata di mercoledì, sono caduti circa 93 millimetri di pioggia. La media annuale, solitamente, è di 300 millimetri. Per questo motivo, il maltempo abbattutosi viene considerato eccezionale. I danni maggiori si sono registrati, soprattutto, sul lungomare Federico II di Svevia a causa degli smottamenti che hanno interessato il costone di via Romagnoli. Sversamenti di liquami sono arrivati fino in mare, attraversando la battigia e alcuni stabilimenti balneari. Il manto stradale è stato divelto in più zone del lungomare. Disagi anche nelle strade statali di collegamento alla città, come la ss 117 Bis che conduce a Catania e la Ss 190 ancora impraticabile a seguito di frane e fanghiglia. Non se la passano meglio i quartieri periferici che hanno dovuto sopportare una mole d’acqua mai tanto intensa. Nella zona di Poggio Blasco, c’è chi si è ritrovato, in pochi minuti, con la casa invasa da acqua e fango.

Gli agricoltori in difficoltà. L’allarme è stato lanciato anche dagli agricoltori. Molte aziende della piana e della fascia trasformata sono state danneggiate da acqua, fango e detriti. Intere coltivazioni sono state letteralmente cancellate. “Qualcuno deve aiutarci – dice Liborio Scudera – a questo punto, chiederemo al sindaco e alla sua giunta di fare pressione affinché gli agricoltori colpiti possano essere esentati, per un certo periodo, dal pagamento delle imposte”.

“Nessun intervento negli ultimi anni”. Il presidente dell’ordine regionale dei geologi Giuseppe Collura non ha dubbi. “I danni sono stati così gravi perché la città necessita di veri e propri interventi di progettazione che contribuiscano alla realizzazione di infrastrutture assenti da decenni – ammette – non ci si può limitare alla bonifica di zone molte sensibili dal punto di vista morfologico come l’orto Pasqualello senza affiancare interventi strutturali e idraulici”. L’eventuale riconoscimento dello stato di calamità naturale potrebbe consentire l’accesso ad una serie di contributi regionali e nazionali, utili a finanziare interventi e fornire supporto a chi è stato più colpito dalla potenza dell’acqua e del fango. Nelle ultime ore, sono stati completati i lavori di ripristino del tratto del lungomare Federico II di Svevia maggiormente colpito. L’assessore Pietro Lorefice, già nelle scorse settimane e davanti alla previsione di piogge intense, non aveva fatto mistero dei rischi legati proprio a canali, anche sotterranei, mai sottoposti a manutenzione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here