La rivoluzione “farlocca”, Buttafuoco tra letteratura e “buttanissima” politica

 
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Gela.  C’era Nello (Musumeci), Lillo (Speziale) e Quello che sa (ma preferisce che siano gli altri a dirlo).  Con loro, poi, tanti consiglieri comunali di destra  e di sinistra, imprenditori e semplici curiosi.

Il giornalista-scrittore Pietrangelo Buttafuoco è stato chiaro e pungente, dissacrante ma elegante, bravo e “cornuto” come lui stesso si è descritto nel svelare la sua curiosità, la sua voglia di conoscere quello che si cela dietro le apparenze. Imbeccato dalle domande dell’altrettanto bravo giornalista Giovanni Marinetti, Buttafuoco ha raccontato la sua “Buttanissima Sicilia” impressa in maniera magistrale  nella pagine del suo ultimo libro, quel sentimento di odio-amore per la sua/nostra terra,  l’orgoglio di essere siciliano, dunque,  ma anche l’imbarazzo di fronte a scelte, spesso incomprensibili, di una regione che spesso si butta la zappa sui piedi.  Un evento culturale (come sempre organizzato dalla libreria Randazzo) aperto nel ricordo di Angelo Blanco, “per me l’unica certezza qui a Gela” ha detto commosso l’autore. Silenzioso e attento, il pubblico presente al Lido Controcorrente ha ascoltato le parole del giornalista che ha descritto con intelligenza i personaggi politici che governano l’isola. Dalla rivoluzione “farlocca” di Crocetta,  quel continuum , a detta di Buttafuoco, con il precedente governo Lombardo, passando dai carrieristi dell’antimafia, l’intervento di Buttafuoco è stato un preciso e appassionante racconto di una terra immersa nella bellezza ma che nel tempo è stata erosa e frammentata da l’indifferenza, dall’incapacità di una certa classe politica, dall’indolenza e dai noi stessi siciliani che non ci siamo mai ribellati abbastanza. 

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