“Mai minacce, estraneo alla stidda”, definitiva l’assoluzione di un operaio gelese

 
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Gela. L’assoluzione è diventata definitiva. Non c’è stata alcuna impugnazione, dopo la decisione pronunciata lo scorso dicembre dai giudici della Corte d’appello di Genova. L’operaio gelese Bartolomeo Monachella è estraneo a qualsiasi collegamento con le organizzazioni mafiose. Secondo i giudici liguri, non ci furono mai pressioni estorsive e minacce, come invece fu denunciato dal suo ex datore di lavoro. L’imprenditore Cristoforo Palmieri, titolare di un’azienda che operava nei subappalti Nuovo Pignone, a Massa, segnalò minacce. Secondo le accuse, poi mosse dai pm dell’antimafia, Monachella avrebbe preteso denaro per la stidda, oltre a quello della retribuzione mensile. Somme che secondo gli investigatori l’imprenditore avrebbe dovuto necessariamente versare. Elementi che non hanno trovato riscontro né in primo né in secondo grado. Monachella, difeso dall’avvocato Rocco Guarnaccia, è sempre stato assolto con formula piena. L’operaio ha escluso qualsiasi condotta illecita. Anche gli ex colleghi di lavoro, sentiti come testimoni, hanno ricordato la sua attività e la costante presenza in cantiere, senza mai minacce o atti intimidatori.

Il legale di difesa, come fatto anche in secondo grado, ha ripercorso una vicenda che secondo la sua linea si colloca solo in un tentativo di ritorsione ai danni dell’operaio. Fu infatti Monachella ad indicare anomalie riscontrare nella gestione del cantiere da parte dell’imprenditore che lo accusava. L’assoluzione di primo grado era stata impugnata in Corte d’appello. I giudici liguri hanno detto no alla possibilità di risentire Palmieri, considerandola una richiesta non utile ai fini della decisione. L’assoluzione è diventata definitiva.

 

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