Olio combustibile in mare al porto rifugio: Di Blasi, “da Trinacria danno ambientale”

 
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Di Blasi denuncia lo stato di totale abbandono del "Trinacria Gela"

Gela. “C’è una costante perdita di olio e combustibile, che finiscono in mare. Il danno che si sta creando è gravissimo”. Saverio Di Blasi, presidente dell’associazione “Aria Nuova”, nel pomeriggio di ieri si è nuovamente recato al porto rifugio, sul lungomare. Insieme ad altri cittadini, denuncia lo stato di totale abbandono del “Trinacria Gela 387”, fermo al porto rifugio ormai dal 2016. Con le mareggiate, ha danneggiato i muretti prospicenti, ma la cosa più grave è la perdita costante di olio combustibile, che finisce nello specchio di mare interno al porto. “Le istituzioni sanno e non intervengono – dice Di Blasi – con il tempo si sono create delle falle, con il rischio che si possa finire direttamente nei pozzi aperti dell’olio combustibile. E’ un danno ambientale sotto gli occhi di tutti. Perché non si provvede alla rimozione?”. Ieri, a ridosso del “Trinacria”, c’erano anche alcuni ragazzini che giocavano, ignari del pericolo.

Militari della capitaneria di porto presenti hanno spiegato che le segnalazioni alle autorità sono state effettuate. Per Di Blasi, il pericolo vero è quello di un danno ambientale, che incombe in un’area che invece dovrebbe essere veramente tutelata e rilanciata.

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