Passaggio a Catania, per Tar “carenza di interesse”: Franzone, “non ci fermiamo”

 
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Filippo Franzone

Gela. Un capitolo ancora del tutto aperto. Il passaggio alla Città metropolitana di Catania ritorna sotto i riflettori, dopo che il Tar, di recente, ha accertato la carenza di interesse a proseguire il procedimento amministrativo, attivato tra gli altri anche dal Comitato per lo sviluppo dell’area gelese. “Il 12 gennaio il Tar d Palermo ha pubblicato un decreto in cui dichiara che il ricorso di Gela per l’adesione alla Città Metropolitana di Catania è improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse dei ricorrenti. Ma va precisato che lo stesso giudice amministrativo di primo grado, con propria ordinanza pubblicata il 6 aprile 2022, dichiarava che “resta impregiudicata la valutazione del Collegio circa l’ammissibilità del gravame in relazione alla titolarità, in capo ai ricorrenti, dell’interesse “differenziato e qualificato” all’impugnazione degli specifici atti richiamati in epigrafe”. Parimenti, anche il Cga a cui fece appello il Csag, con propria ordinanza pubblicata un mese e mezzo dopo, il 26 maggio 2022, dichiarava che “il Collegio stima preliminarmente necessario che, in sede di decisione del ricorso nel merito, vada verificata l’esistenza, o meno, della giurisdizione del giudice amministrativo”. In altri termini, tanto il giudice amministrativo di primo grado, Tar, quanto il giudice amministrativo di secondo grado, Cga, prima di spiegarci nel merito il perché Gela ha deciso di aderire alla Città metropolitana di Catania ed invece è ancora nel libero Consorzio di Caltanissetta, ha messo seriamente in dubbio, anticipandolo palesemente e solennemente, la nostra titolarità a ricorrere per via amministrativa, giacché non figurava tra i ricorrenti almeno il sindaco, o un assessore ovvero ancora un consiliare comunale, certamente titolari in virtù dei rispettivi ruoli svolti, “dell’interesse differenziato e qualificato all’impugnazione degli atti”, così indica il coordinatore del Comitato Filippo Franzone. Prima la politica e adesso anche la giurisdizione, per Franzone, sembra non vogliano dare spazio all’iniziativa partita dal territorio.

“E quando, dopo anni di attesa, è lo stesso giudice amministrativo ad avvisarti che la giurisdizione amministrativa non è verosimilmente la via corretta da battere, in una sorta di “ve l’avevamo detto”, la carenza di interesse da parte nostra a continuare per questa strada, un vicolo cieco a tutti gli effetti, è stata la più ovvia e naturale conseguenza. E’ diventato inutile esporci ulteriormente, insomma, per poi non avere comunque un risposta nel merito al nostro quesito. Quindi, ad un legislatore regionale che pur di impedire il passaggio di Gela dal collegio elettorale di Caltanissetta a quello di Catania, è arrivato a smentire spudoratamente sé stesso, adducendo motivazioni pretestuose ed irrilevanti, si è aggiunta una giustizia amministrativa che attraverso i suoi tribunali ci ha lasciati nel limbo per anni, senza mai pronunciarsi nel merito e senza dunque fornire una risposta alle legittime richieste dei territori. Questo perché chi rappresenta il territorio, dal sindaco al consigliere comunale, non ha inteso partecipare a questa iniziativa, perché altrimenti l’interesse a ricorrere per via amministrativa sarebbe stato sicuramente riconosciuto. Beninteso, tutto ciò non significa che la battaglia, anche sul piano giurisdizionale, sia finita. Noi non molleremo finché non avremo ottenuto la risposta al nostro quesito e non ci arrenderemo finché qualcuno legittimamente deputato a ciò, ci spiegherà perché il passaggio alla città metropolitana di Catania, non è ancora avvenuto o mai avverrà”, conclude proprio Franzone.

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