Rifiutò la corte di un minore delle cosche, ad una giovane bruciarono due auto: danni anche all’abitazione

 
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Gela. I fatti ricostruiti risalgono ormai a circa quindici anni fa, quando i tre imputati erano ancora minori, ma già al servizio delle cosche locali. In tre ne rispondono davanti ai giudici del tribunale dei minorenni di Caltanissetta. A due viene contestato il reato associativo, mentre il terzo coinvolto risponde solo di una serie di furti. Sarebbero stati spregiudicati. In aula, è stata sentita la familiare di una giovane, finita nelle grazie di uno degli imputati. La ragazza, però, avrebbe sempre detto no alle pressanti richieste, anche di fidanzamento. Per tutta risposta, la famiglia subì l’incendio di due auto e l’allora minorenne chiamato a risponderne avrebbe anche divelto il cancello di ingresso della loro abitazione, usando un’automobile come ariete. Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno ricostruito altri danneggiamenti, estorsioni e furti. I tre imputati sono difesi dagli avvocati Davide Limoncello, Nicoletta Cauchi e Cristina Alfieri.

Nel corso dell’udienza, è stato il turno di uno degli investigatori, che si occupò di intercettare gli indagati. Dai dialoghi captati sarebbe arrivata la conferma che dietro a quanto ricostruito c’era la mano dei minorenni delle cosche.

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