Sammito alza il muro con gli alleati, “indulgente? Qualcuno dimentica che decido io”

 
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Gela. Probabilmente, il presidente dell’assise civica Salvatore Sammito, soprattutto dopo le polemiche su rifiuti e assunzioni esplose in aula consiliare giovedì sera, non si sarebbe aspettato di doversi “difendere” dalle frecciate politiche giunte dal suo stesso gruppo, quello di “Un’Altra Gela”. I consiglieri pro-Greco Giuseppe Morselli, Romina Morselli e Rosario Trainito hanno ritenuto la condotta del presidente, nel corso della seduta, fin troppo “indulgente” verso le richieste dell’opposizione. Sammito, però, fa capire di voler subito mettere le cose in chiaro, a cominciare dai ruoli istituzionali. Pare poco propenso ad accogliere i “suggerimenti” piccati degli alleati. “Qualcuno dimentica che sono io il presidente del consiglio, decido io, nel rispetto del regolamento, come dirigere la seduta – dice – valuto io cosa sia pertinente o meno, motivato o meno, sufficientemente articolato o meno. Trovo molto curioso essere tacciato di eccessiva “indulgenza” da coloro che sono stati i maggiori beneficiari di tanta indulgenza, visto il loro comportamento certamente censurabile in termini di condotta”. Sammito non chiama in causa  direttamente i consiglieri di “Un’Altra Gela”, soprattutto il capogruppo Giuseppe Morselli e Romina Morselli (che si sono scontrati verbalmente con il consigliere Salvatore Scerra), ma invia messaggi politici piuttosto eloquenti.

“Ci sono tanti modi per alzare il livello dell’aula e, tra questi – aggiunge – io prediligo il confronto democratico unitamente al decoro e alla compostezza. A ciascuno il suo”. Sammito traccia una specie di linea istituzionale, senza prevedere “esenzioni” nei rapporti con quelli che sono stati i suoi compagni politici alle amministrative. Forse, le parole che usa hanno come possibile destinatario anche il sindaco Lucio Greco, a sua volta spesso infastidito dalle scelte del presidente, durante la seduta monotematica sul caso rifiuti e nomine.

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