Scade il termine concesso ad Agroverde, ci sono gli investitori? Trenta ex proprietari dai giudici

 
0

Gela. Mancano ventiquattro ore, almeno stando all’ultimo termine fissato dall’amministrazione comunale al gruppo Agroverde, per cercare di capire se il progetto del maxi polo fotovoltaico troverà nuovi investitori. Un mese era stato concesso dalla giunta comunale. Allo stato attuale, tutto sembra tacere. Ad inizio mese, era stato il vice sindaco Simone Siciliano a ribadire che l’amministrazione comunale avrebbe atteso altri trenta giorni per cercare di avere informazioni dai responsabili Agroverde circa eventuali gruppi disposti ad investire tra le contrade Tenuta Bruca, Cappellania e Sant’Antonio. Marzo sta per concludersi e dalle stanze del municipio non escono novità eclatanti.

Gli ex proprietari dai giudici. Non attenderanno altre settimane, invece, i circa trenta ex proprietari dei terreni successivamente occupati dai cantieri del polo Agroverde. Dopo diversi tentativi di trattativa, con l’obiettivo di ottenere le indennità mai ricevute, hanno scelto di rivolgersi ai giudici del Tribunale amministrativo di Palermo. Chiederanno un provvedimento che sospenda l’intero iter autorizzativo, in attesa che i giudici entrino nel merito dei ricorsi. La prima udienza dovrebbe essere fissata entro le prossime settimane dopo il deposito dei ricorsi da parte, tra gli altri, dei legali Giuseppe Lopresti, Guglielmo Piazza e Angelo Cascino. Al centro di tanti dubbi, c’è soprattutto la conferenza di servizi svolta per il rilascio dell’autorizzazione unica firmata, alla fine, dai tecnici dell’assessorato regionale all’energia. Non a caso, i legali hanno deciso di portare in giudizio non solo il Comune ma lo stesso assessorato e la cooperativa Agroverde. Addirittura, si fa leva sulla presunta falsità di alcuni passaggi preliminari al rilascio dell’autorizzazione. Nel corso di una conferenza di servizi del maggio di tre anni fa, si sarebbe fatto riferimento alla “disponibilità dei suoli da parte della società Agroverde, essendo già concluse le procedure espropriative”. In base al ricorso presentato dagli ex proprietari, si tratterebbe di una conclusione priva di fondamento. A quella data, infatti, non ci sarebbe mai stata una procedura d’esproprio conclusa. Intanto, gli uffici regionali hanno provveduto a rinnovare l’autorizzazione unica.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here