“Scontri? Colpa di tutti”, Di Stefano: “Perdere 300 milioni sarebbe un peccato mortale”

 
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Di Stefano e i civici pronti a sottoscrivere un documento programmatico che impegni la maggioranza

Gela. “E’ l’ultima chiamata. Perdere finanziamenti per 300 milioni di euro sarebbe un peccato mortale. Serve una governance chiara e non possiamo presentarci divisi”. Il vicesindaco Terenziano Di Stefano, dopo gli ultimi accadimenti di maggioranza, con uno scontro sempre più pesante non solo in termini strettamente politici, si appella agli alleati, ma anche all’opposizione. “Le pretese politiche sono legittime – dice – è chiaro che ognuno di noi fa politica, ma ora dobbiamo lavorare solo per trasformare i finanziamenti in opere e lavori, altrimenti non avremo fatto nulla. Non sempre è necessario avere un parlamentare o un ministro di riferimento per arrivare ai risultati. L’attivazione del credito di imposta per le aziende che vogliono investire nella Zona economica speciale non l’ha preannunciato nessun parlamentare, è un risultato che è maturato con il lavoro. Ora, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. C’è la Zes, ma ci sono anche la portualità, “Agenda Urbana”, “Patto per il Sud” e molto altro. Chi ha il coraggio di assumersi impegni concreti e di seguire passo dopo passo tutte queste procedure? Che ben vengano quelle forze o quei consiglieri che si assumono impegni per la città”. Di Stefano, che è uno dei punti di riferimento del gruppo civico di “Una Buona Idea”, torna anche sulle parole del sindaco Lucio Greco che ha segnato il confine tra la maggioranza “sana” e quella che invece starebbe tirando la corda per “ricattare”. “Ricatti politici? Noi non abbiamo mai ricattato nessuno – aggiunge – né abbiamo gestito potere, anzi siamo sempre stati considerati come quelli che, non avendo riferimenti politici, sono fuori da ogni discorso decisionale. I risultati, però, li otteniamo. Sulla zona economica speciale, siamo riusciti ad avere l’ampliamento e ora chi vorrà potrà investire nell’area del porto industriale e in quella del retroporto. Ci vogliono una governance e linee guida precise per non perdere i finanziamenti. Una struttura forte che si occupi dei progetti. I partiti possono servire per velocizzare le procedure. Però, tutti quei finanziamenti sono nostri e non dobbiamo chiedere niente a nessuno”.

Il vice del sindaco Lucio Greco, con i consiglieri del suo gruppo che fanno parte dell’ala “critica” e hanno sollevato l’ennesima questione politica, non scende direttamente nell’agone dello scontro in atto, ma rilancia richieste che si ripetono da tempo. “C’è bisogno di massima condivisione – dice ancora – non possiamo farci isolare a causa dell’eccessiva litigiosità. Spero in una riconciliazione. Se siamo arrivati a questo punto, è colpa di tutti, anche nostra. Tutto questo deve essere sanato, altrimenti non potremmo dare risposte ad una città che non ha tempo da perdere”. Di Stefano, che ha la delega allo sviluppo economico, fa capire che i civici non si tireranno indietro né staranno ad attendere che i partiti prendano per mano la giunta. Serve un rilancio dell’azione amministrativa, avendo come mantra politico i finanziamenti e i progetti.

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