Un calvario lungo 10 anni, annullata la condanna per violenza sessuale a prof gelese

 
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Gela. Non ci fu nessuna violenza sessuale. Quello con un’amica tedesca, allora ventenne, era un rapporto sessuale consenziente. Ci sono voluti dieci anni per arrivare alla fine del lungo crocevia giudiziario subito dal docente gelese Nunzio Di Gennaro. Venne arrestato nel marzo del 2009 con l’accusa di violenza sessuale, a seguito della denuncia sporta dalla giovane che era stata sua ospite a Breguzzo, in provincia di Trento. Il docente allora trentatreenne insegnava in un istituto di Tione. Cinque anni e sei mesi di reclusione gli vennero imposti sia in primo che in secondo grado. La Corte di Cassazione però ha ribaltato quel verdetto, annullando la condanna con rinvio ai giudici della Corte d’appello di Bolzano che alla fine l’hanno assolto.

Troppe contraddizioni nel racconto reso dalla giovane hanno riaperto la vicenda. Il legale di difesa, l’avvocato Sergio Raciti, ha sempre sostenuto l’assenza di qualsiasi violenza. Di Gennaro rimase in carcere per sei mesi fu sospeso dal servizio in provincia di Trento per un periodo di sette anni. Una mazzata che gli ha provocato gravi ripercussioni, anche a livello psichico. Dopo l’assoluzione, i giudici della Corte d’appello di Trento gli hanno riconosciuto un risarcimento da 50 mila euro per l’ingiusta detenzione subita. “Questa sentenza non mi potrà mai ricompensare per le umiliazioni subite”, ha commentato il docente intervistato da “L’Adige.it”. 

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