Violenza sulle donne e pedofilia sommersa: L’allarme arriva dalle scuole

 
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Gela. Violenza sulle donne e pedofilia sommersa. La scuola chiede aiuto alle istituzioni e annuncia l’avvio di progetti mirati invocando la presenza dello psicologo. A denunciare il fenomeno dilagante delle violenze tra le mura domestiche è Cetta Mongelli, dirigente della scuola “Luigi Capuana”.

Lo ha fatto, a Palazzo di Città, nella stanza del sindaco, dove a sorpresa è intervenuta insieme alla casalinga Angela Biundo accoltellata brutalmente, negli scorsi mesi, dal marito a seguito dell’ennesima lite tra le mura domestiche.
Dopo mesi di convalescenza in ospedale e ripetuti interventi chirurgici la donna ha trovato la forza per denunciare. Ha parlato a nome del gentil sesso vittime di violenze, “alzate la testa tutte le volte che in un rapporto manca il rispetto. Noi donne non siamo oggetto di possesso”. Durante il percorso riabilitativo, Angela Biundo, ha sempre avuto accanto le sue due figlie. Anche ieri erano presenti, in silenzio, accanto alla madre che ha voluto ringraziare l’amministrazione comunale e il sindaco, scusandosi per non avere partecipato all’evento contro la violenza sulle donne che si è tenuto al teatro comunale Eschilo il 25 novembre scorso.
In verità, in quell’occasione la casalinga era stata ricoverata presso l’ospedale Cannizzaro. Accanto alla casalinga, tra familiari e persone a lei care, hanno avuto un ruolo particolare le associazioni a difesa dei diritti delle donne, i dirigenti scolastici, il consiglio comunale e l’assessore alla Parità, Giovanna Cassarà.
“E’ stata un’esperienza negativa – conclude Angela Biundo – ma ho una grande forza di volontà per andare avanti. Ho subito una violenza fisica e, soprattutto, psicologica. Dico agli uomini di rispettare la donna che hanno accanto”. “Angela Biundo ha voluto lanciare un messaggio sociale e d’amore – incalza l’assessore Cassarà – che speriamo possa essere d’aiuto a contrastare del tutto le violenze e i femminicidi che continuano a riempire le pagine di cronaca”.
L’insegnante e presidente della Fidapa, Angela Incardona, che ha seguito da vicino le emozioni della casalinga, è promotrice del progetto “Educazione di genere” che da gennaio “consentirà di educare i bambini alle differenze, coinvolgendo genitori e istituzioni”. “In questo panorama diventa indispensabile la figura dello psicologo – sottolinea Angela Incardona – per ascoltare le troppe donne che continuano a subire e nascondere violenze domestiche e denunciare la pedofilia sommersa”.

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