Abusi su bambina, quindicenne assolto per incapacità: “Non può essere applicata misura”

 
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Gela. La sentenza che lo ha assolto, perché riconosciuto incapace di intendere e di volere, è ormai diventata definitiva. La decisione pronunciata dai giudici del tribunale dei minori di Caltanissetta risale allo scorso aprile. L’imputato era appena quindicenne quando venne scoperto mentre approfittava di una bambina. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’avrebbe più volte sottoposta a violenza sessuale, con approcci e palpeggiamenti, sempre più spinti. La difesa, sostenuta dall’avvocato Salvo Macrì, è riuscita a dimostrare che quanto accaduto sarebbe dipeso da un ritardo mentale del giovane, che da un punto di vista dell’evoluzione cognitiva non sarebbe mai progredito. Anche in base agli accertamenti condotti, emerse che non avrebbe avuto consapevolezza di quanto accadeva. Nonostante l’assoluzione pronunciata dai giudici nisseni, è stato ritenuto socialmente pericoloso, ma senza l’applicazione di una misura, neanche chiesta dal pm. La procura minorile, in un secondo momento, è ritornata sulla vicenda, avanzando una richiesta di sottoposizione a misura di sicurezza. L’istanza è stata inoltrata allo stesso tribunale che ha già giudicato il giovane. Ieri, si è tenuta l’udienza, ma il difensore del giovane ha subito sollevato diverse eccezioni procedurali. L’eventuale richiesta di misura sarebbe dovuta arrivare nella fase del dibattimento, al momento delle conclusioni.

Né il pm né i giudici, in sentenza, ne hanno previsto l’irrogazione. Per il legale, non è possibile “sanare” con una procedimento che si tiene davanti agli stessi giudici che hanno già processato il minore accusato degli abusi. Saranno i magistrati del tribunale di Caltanissetta ad emettere la decisione finale, ma la difesa del giovane pare più che possibilista sul fatto che l’azione possa essere respinta. La famiglia della bambina ha seguito il procedimento conclusosi con l’assoluzione, affidando il mandato all’avvocato Nicoletta Cauchi.

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