Accusato di estorsione ad un coetaneo, per giovane messa alla prova: “Ha cambiato vita”

 
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Immagini di repertorio

Gela. Si è scusato per quanto accadde sette anni fa, quando, ancora minorenne, insieme ad altri coetanei, avrebbe preteso denaro (circa venti euro da consegnare ogni giorno) da un altro giovane, arrivando anche ad aggredirlo, nella movida di piazza Roma. Per un ventiduenne si è aperta la strada della messa alla prova. I giudici della Corte d’appello minorile di Caltanissetta hanno accolto la richiesta avanzata dalla difesa, sostenuta dall’avvocato Giovanna Cassarà. In primo grado, il giovane (difeso però da un altro legale) era stato condannato, insieme ad un presunto complice, a due anni e sette mesi di reclusione, con la pesante accusa di estorsione. La vittima confermò i fatti e per i responsabili si aprirono le porte del tribunale minorile. Nel corso del tempo, l’imputato ha però dimostrato di aver ormai superato quella fase della sua vita, per la quale si è anche scusato. Sta per completare il percorso di studi universitario e i giudici hanno valutato le note favorevoli arrivate dalle funzionarie che ne hanno seguito il percorso. Anche i genitori si sono scusati per quanto accaduto.

Tutti elementi che hanno convinto la difesa ad avanzare richiesta di messa alla prova. Il prossimo ottobre, sempre davanti ai giudici nisseni, verrà presentato il programma definitivo, che prevede lo svolgimento di attività sociale. La posizione del ventiduenne è stata stralciata da quella dell’altro imputato. Gli investigatori avevano avviato verifiche nei confronti di altri due presunti coinvolti nella vicenda. In questo caso, però, le indagini non sono state ancora chiuse.

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