15 milioni per Cipolla e depuratore, Ministero ammonisce: “Perchè Biviere escluso?”

 
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La zona del Biviere

Gela. L’accordo di programma, che stanzia più di quindici milioni di euro, Comune e Regione l’hanno siglato lo scorso dicembre. I fondi servono, in prevalenza, per la messa in sicurezza dell’ex discarica industriale Cipolla (l’ammontare è di 10 milioni di euro), una vera e propria bomba ecologica mai bonificata. Il resto è concentrato sui lavori per il raddoppio della linea di trattamento biologico dell’impianto di depurazione all’interno della fabbrica Eni. Dal ministero, però, è da poco arrivato un ammonimento ufficiale. Nell’accordo di programma non si prevedono fondi per gli interventi nell’area protetta del Biviere, da diverso tempo al centro di tavoli tecnici coordinati proprio a livello ministeriale. I funzionari romani hanno scritto a tutte le parti coinvolte, dalla Regione fino ad Arpa e Ispra. L’accordo di programma viene visto come una sorta di fuga in avanti, formalizzata senza prima averne adeguatamente informato il ministero. Su questi aspetti si ritornerà già la prossima settimana. E’ fissata una riunione, in remoto. Probabilmente, si tenterà di capire la ragione che abbia portato ad escludere dall’accordo di programma i fondi per gli interventi previsti nella discarica di idrocarburi, segnalata continuamente dagli operatori della Riserva, ma anche per le attività di caratterizzazione. Una comunicazione in tal senso è stata trasmessa, tra gli altri, ad Emilio Giudice, fra i responsabili della Riserva Orientata e che partecipa ai tavoli istituzionali. A più riprese, ha denunciato l’eccessivo immobilismo istituzionale che ha di fatto bloccato la definizione degli interventi di bonifica nell’area del Biviere e più in generale nella fascia protetta, sempre più spesso lasciata al proprio destino.

“Per il Biviere, nonostante le denunce, i tavoli istituzionali e le segnalazioni che inoltriamo da anni – dice – c’è sempre 0. A questo punto, penso che non sia un caso. Temo possa esserci una precisa volontà, non so se politica. E’ come se una specie di anti-Stato avesse tutto l’interesse a fare l’esatto contrario di quello che viene deciso nelle sedi istituzionali. Tutto questo è molto grave. Oltre all’accordo di programma, del quale non conosco i contenuti perché non mi è mai stato trasmesso, vorrei capire che fine abbiano fatto i venticinque milioni di euro che erano stati stanziati dall’allora ministro dell’ambiente Galletti? Forse, anche questi sono stati usati per altro? Noi abbiamo il dovere di tutelare questo sito”. Su bonifiche e risanamento del territorio, rispetto al recente passato qualcosa in più sembra muoversi, anche se la strada è ancora decisamente molto lunga.

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