La protesta dell’indotto non si ferma, “blocchiamo tutto!”: i sindacati contro l’intesa di Roma

 
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Gela. La protesta dei lavoratori dell’indotto non si ferma. Il sindacato respinge l’esito dell’incontro ministeriale. A conclusione di un vertice fiume, durato circa sei ore, sono state le organizzazioni sindacali di categoria e confederali a respingere in toto l’esito del vertice di ieri al Ministero dello sviluppo economico. “Il sindacato dei lavoratori – scrivono i confederali Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania – comunica lo stato di agitazione di tutto il settore industria nonché pacchetti di ore di sciopero”. I presidi, così, continuano e a questo punto si mira a “bloccare tutto”. Gli operai impegnati nei sit in non ci stanno ad accettare l’intesa di ieri. “Tre mesi di cassa integrazione? Non sappiamo che farcene – spiegano – noi siamo in lotta per il lavoro”.

I presidi continuano.
Già da questa mattina, gli operai sono in strada lungo la 115 Gela-Vittoria, sulla 117 bis Gela-Catania, agli accessi della fabbrica Eni e davanti il Green Stream di Piana del Signore. “Crocetta? – dicono i lavoratori – ci ha completamente abbandonati. Altro che chiamatemi Rosario. Ha dimostrato di non sapere neanche di cosa si stia parlando”. L’inasprimento della protesta è stato comunicato nel corso di alcune improvvisate assemblee tenute ai presidi di protesta. Decisamente contrariati dall’esito degli incontri romani anche i lavoratori che hanno partecipato alla trasferta. “Hanno parlato solo di cassa integrazione – dicono – il nostro futuro non può essere questo. Eni può anche andarsene, bonifichi e se ne vada”. “Cgil, Cisl e Uil – scrivono ancora i sindacati confederali – non abbasseranno il livello di attenzione e intensificheranno le azioni di lotta insieme a tutti i cittadini che hanno manifestato per il lavoro e la salute”. La protesta prosegue e i presidi potrebbero estendersi ad altre aree produttive di Eni.  

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