“Non hanno ostacolato i controlli di Banca d’Italia”, assolti quattro professionisti locali

 
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Gela. Cade l’accusa di aver ostacolato i controlli di Banca d’Italia. E’ arrivata l’assoluzione per quattro professionisti. Verdetto favorevole per Andrea Mauro, Anna Giudice, Gaetano Lorefice e Pietro Catania. “I fatti non sussistono”, questo il contenuto del dispositivo letto in aula dal giudice Ersilia Guzzetta. Per i pm della procura, i quattro imputati avrebbero cercato di ostacolare le verifiche dei funzionari di Banca d’Italia, intenzionati a valutare le effettive capacità finanziarie della società Medimel spa, nell’ambito di un procedimento aperto dopo la richiesta di attivazione di un istituto per l’emissione di moneta elettronica. In base alle accuse, gli imputati avrebbero cercato di aggirare gli accertamenti, anche attraverso un aumento di capitale, che in realtà sarebbe stato effettuato con fondi della stessa società ma attraverso il presunto schermo della Monesys.

Le verifiche di Banca d’Italia. Il pm Gesualda Perspicace, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione per tutti gli imputati. Una richiesta sostenuta anche dal legale di Banca d’Italia, l’avvocato Nicola De Giorgi, costituita parte civile. Le difese, però, come già sostenuto nel corso dell’istruttoria dibattimentale, hanno escluso l’esistenza stessa dell’ipotesi di reato. Le operazioni condotte dagli imputati sarebbero state sempre regolari, anche quando si arrivò all’aumento di capitale, finito al centro degli approfondimenti investigativi. Gli avvocati Giacomo Ventura, Filippo Spina, Riccardo Lana, Nicola Martello e Mariella Giordano hanno dettagliatamente ricostruito i passaggi del procedimento, avviato dopo la richiesta di attivazione di un istituto di moneta elettronica, progetto che alla fine non si concretizzò. Il giudice ha accolto le tesi difensive, emettendo il verdetto di assoluzione per tutti gli imputati.

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