Addio al progetto Ciliegino, concessione di pubblica utilità scaduta e ignorata dalla giunta

 
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Siciliano si dice estraneo ai fatti

Gela. Manca la concessione di pubblica utilità da quasi un anno.

Il progetto “Ciliegino” non ha più le basi per andare avanti. La concessione quinquennale è scaduta ad ottobre dello scorso anno. L’amministrazione comunale non ha proceduto entro i termini di legge a sottoporla al consiglio per il rinnovo e nemmeno a comunicare ai legittimi proprietari terrieri dei lotti espropriati nelle contrade Cappellania, Sant’Antonio e Tenuta Bruca.

Si trincera dietro ad uno sconcertante “no comment” il vice sindaco e assessore allo Sviluppo economico, Simone Siciliano, attualmente impegnato in una nuova e (probabilmente) inutile trattativa a Palazzo di Città alla presenza dell’avvocato Orazio Rinelli. Adesso anche il contributo Cipe da 30 milioni di euro rischia di finire nel dimenticatoio insieme alle somme di pagamento delle aree cancellate dall’azione delle ruspe.

“Abbiamo ritirato la nostra proposta non appena saputo della mancanza della concessione – assicura Luigi Mistretta, direttore tecnico generale della Electric Energy Group Srl – Senza pubblica utilità bisogna rifare tutto daccapo. Noi forse avevamo gli strumenti ma i nostri investitori non hanno gradito le esitazioni mostrate dalla giunta Messinese che solo dopo sette mesi e tanto rumore si è accorta della nostra proposta di salvataggio di un progetto ormai arenato”.  

Ogni trattativa adesso dovrà tenere conto della mancanza di un’area dove realizzare qualsiasi progetto.

“Questa mattina anche il vice sindaco Siciliano ha dovuto ammettere della mancanza della concessione di pubblica utilità – attacca Guido Siragusa, esponente in Aula del Pd – E’ inaccettabile che questo dettaglio, fondamentale per parlare ancora dell’esistenza del progetto agroenergetico, non sia stato comunicato in tempo ai proprietari terrieri che da troppo tempo chiedono chiarezza”. Eppure il Aula consiliare, convocata proprio per fare chiarezza sulla questione del progetto “Ciliegino”, il vice sindaco aveva tagliato corto aprendo la porta ad eventuali investitori capaci di garantire i diritti negati ai proprietari delle terre espropriate e mai pagate. Nessun accenno alla mancanza della concessione di pubblica utilità scaduta il 26 ottobre 2016.

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