“Argo-Cassiopea”, niente royalties per Comune: Di Stefano, “presi a schiaffi, iniziare battaglia”

 
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Gela. Intorno al progetto sul gas “Argo-Cassiopea” si muovono anche potenziali sviluppi finanziari per l’ente comunale. Il progetto di Eni è dislocato quasi interamente lungo la costa locale ma la normativa in materia non prevede che il municipio incassi royalties, destinate solo allo Stato e alla Regione. Un punto che l’ex vicesindaco Terenziano Di Stefano ha più volte posto e già durante la sua attività istituzionale cercò di sviluppare per arrivare ad un’intesa che garantisse un’apertura vera a garanzia dell’ente comunale, così da avere ristori sulle estrazioni. Ad oggi, tutto tace e di recente in Regione è stato bocciato un emendamento in tal senso presentato dal Movimento cinquestelle. “Ci stanno prendendo a schiaffi”, dice Di Stefano. “Se c’è un tema che dovrebbe tradursi in comandamento sacro è quello dei ristori finanziari per il progetto sul gas “Argo-Cassiopea” ma a ben guardare siamo molto lontani. Perché, lo dico senza giri di parole, ci stanno prendendo a schiaffi. Solo qualche giorno fa infatti, al parlamento regionale, è stato bocciato un emendamento che destinava parte delle royalties provenienti dalle estrazioni di gas a mare ai Comuni costieri interessati dalle attività estrattive, quindi Gela, Butera, Niscemi e Licata. Parliamo di un’estrazione di gas pari a dieci miliardi di metri cubi. Non serve essere un luminare della matematica per fare qualche calcolo e scoprire che ai Comuni del territorio, e mi riferisco tanto a Gela quanto a Niscemi, Butera e Licata, sarebbero state riconosciute cifre da capogiro, in ogni caso tutte dovute. E invece nulla, l’emendamento è stato bocciato nel silenzio generale di tutti. Il tema per me è sacro e se per qualcuno non è ancora un comandamento, direi che è il momento di renderlo tale. La notizia dell’emendamento bocciato avrebbe dovuto far saltare dalla sedia indistintamente tutti. Non ho sentito tuonare nessuno, non ho sentito alcuna presa di posizione da parte dei deputati regionali e nazionali del territorio, non si è sollevata alcuna indignazione, alcuna contestazione. Ci prendono a schiaffi – dice – ci negano ristori finanziari in termini compensativi o sotto forma di royalties e restiamo zitti? E che cosa siamo diventati allora? La vittima sacrificale delle decisioni prese dall’alto? Ma veramente possiamo consentire che ci neghino la possibilità di vederci riconosciute cifre nell’ordine di quasi 16 milioni di euro l’anno, lasciando che questo scempio si verifichi nel silenzio della politica e della deputazione che con quel silenzio, indirettamente, favoriscono lo scempio? Se da parte dei riferimenti regionali e nazionali non si fanno le barricate  per cose così, non ci si indigna, non si inizia una battaglia, ma allora esattamente quali sono i temi sui quali costruire ma soprattutto difendere il territorio?”.

Chi sfrutta le risorse del territorio deve dare le giuste compensazioni. È questo il “comandamento” al quale si riferisce Di Stefano, che ne fa una questione politica. “La bocciatura di quell’emendamento traccia una linea la cui interpretazione è inconfutabile, ce lo hanno appena dichiarato, cari territori, non pensate di potere ottenere qualcosa, useremo le vostre coste, estrarremo il vostro gas, estrarremo dai vostri territori tutto quello che ci serve, pure il sangue se vogliamo, voi statevene buoni e zitti in un angolo e non disturbateci mentre lo facciamo. Ecco – prosegue Di Stefano – io credo sia il momento di disturbare eccome, di pretendere che ci venga riconosciuto tutto quello che ci spetta, di iniziare la battaglia “Argo-Cassiopea” fosse anche per la posa di una tubazione al centro del nostro Mediterraneo, perché anche una sola posa di tubazione va comunque compensata in termini di ristori. Il principio è molto semplice, vuoi estrarre il mio gas dal mio territorio? Bene , riconoscimi il ristoro sotto forma di compensazione o royalties ma riconoscimelo. Sono i territori interessati dalle estrazioni, Gela, Niscemi, Butera e Licata, che devono far sentire la loro voce e non porgere l’altra guancia dopo questo primo schiaffo ricevuto. Devono sedersi intorno ad un tavolo con i deputati regionali e nazionali, che devono subito mettersi a disposizione ed uscire dal silenzio. Io mi auguro che capiscano che è il momento di tuonare, per fare fronte comune ed avviare un tavolo di risposta allo schiaffo in faccia che abbiamo appena ricevuto. Queste sono le battaglie a difesa dei nostri territori e per farle occorre che ognuno faccia la propria parte ad iniziare da ora. Non si porga l’altra guancia. Si inizi invece la battaglia ristori per “Argo-Cassiopea”. Nostre le coste, nostro il gas, allora nostri i ristori”.

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