Beni di due legali sottoposti a sequestro conservativo, Cassazione annulla: “Vanno restituiti”

 
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Gela. Il sequestro conservativo era stato autorizzato su una consistente parte di beni riconducibili ai legali Luigi Fontanella e Giuseppe Fontanella e su disponibilità del contesto familiare. Una vicenda collegata ad un procedimento penale che però in appello si è chiuso con la prescrizione rispetto a contestazioni di truffa e patrocinio infedele, confermando le statuizioni civili. La Corte di Cassazione, con tre pronunce analoghe, ha annullato senza rinvio l’ordinanza del riesame che aveva confermato la decisione della Corte d’appello sul sequestro. Invece, secondo i giudici romani e sulla base di quanto indicato nelle motivazioni adesso pubblicate, non c’erano le condizioni per imporre il vincolo del sequestro. I magistrati romani concludono disponendo “la restituzione agli aventi diritto di quanto in sequestro con l’esclusione della somma relativa alla provvisionale”. Nel ricorso avanzato dalla difesa, si puntava soprattutto sul fatto che il sequestro, ingente, fosse stato autorizzato dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di appello. “Si deduce la violazione dell’art. 316 cod. proc. pen. che limita al processo di merito la possibilità di chiedere e di adottare il provvedimento di sequestro conservativo”, è stato indicato dalla difesa dei legali. La procura generale e le parti civili, invece, hanno insistito per la conferma della decisione del riesame e quindi del sequestro. Nel ricorso in Cassazione, inoltre, è stata messa in dubbia la definizione dell’entità della misura, posta su un valore non inferiore ai 700 mila euro.

Per le parti civili, come indicato dalla stessa Cassazione, rimane aperta la strada per la provvisionale da 90 mila euro. “Nel caso in esame, la sentenza della Corte di appello, che aveva confermato le statuizioni in favore delle parti civili, segnatamente la condanna degli imputati al risarcimento del danno da liquidare in sede civile e al pagamento di una provvisionale di 90mila euro, è divenuta irrevocabile (tra l’altro ancor prima della proposizione dei presenti ricorsi) il 5 maggio 2023. Determinando, quindi, l’effetto della conversione in pignoramento del sequestro conservativo limitatamente alla somma di 90mila euro”, riporta la sentenza pubblicata.

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