Caso Clorosoda, da due anni si attende la perizia: “Depositarla entro ottobre”

 
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Gela. Da quasi due anni, ovvero dal dicembre 2012, si attendono le perizie che il collegio scelto dal giudice delle indagini preliminari dovrebbe stilare rispetto al caso di molti ex operai del reparto clorosoda

della fabbrica Eni e delle loro famiglie, sono circa cento le parti civili. Adesso, però, il lavoro dei periti dovrà essere depositato, improrogabilmente, entro la prossima udienza del procedimento penale fissata per l’1 ottobre.
E’ stato lo stesso gip a stabilire il termine ultimo. Le perizie dovevano essere depositate entro luglio, gli esperti, però, chiesero altri quarantacinque giorni per acquisire la documentazione Inps di quattro operai deceduti, compreso Salvatore Mili che, per anni insieme ai colleghi, ha lottato con l’obiettivo d’ottenere il riconoscimento di patologie che la sua famiglia ha sempre legato al lavoro in fabbrica. Allo stato attuale, è in corso l’incidente probatorio, una fase d’indagine essenziale per acquisire tutti gli elementi da utilizzare, eventualmente, nel proseguo. Il procedimento si protrae da circa due anni.
Tra gli indagati, ci sono diversi ex dirigenti della fabbrica di contrada Piana del Signore, avvicendatisi nel corso degli anni. Molti parenti delle vittime, con in testa la famiglia Mili, chiedono di fare chiarezza sulla fine dei loro cari.
Tra i legali delle parti offese, ci sono gli avvocati Emanuele Maganuco, Filippo Spina, Giuseppe Fiorenza, Fabio Fargetta, Vittorio Giardino e Luigi Fontanella. Indagati sono diversi funzionari del gruppo Eni, tra dirigenti ed ex della fabbrica di contrada Piana del Signore.

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