Centro massofisioterapico chiuso dai carabinieri del Nas, risponde il sindacato

 
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Gela. Dopo il blitz dei carabinieri del nucleo antisofisticazioni di Ragusa all’interno di un centro per la massofisioterapia nel quartiere Caposoprano, sottoposto a controlli e alla chiusura, interviene il presidente del sindacato Simmas Luca De Martino.

“E’ sicuramente corretto – scrive – che i Nas abbiano provveduto alla chiusura dello studio se il titolare è stato trovato privo delle autorizzazioni previste per l’apertura del centro. Questo discorso vale per tutti i professionisti sanitari che sono tenuti a rispettare le principali norme igienico-sanitarie per l’apertura di uno studio”.
De Martino, inoltre, entra ancor più nei particolari della normativa in materia. “Il massofisioterapista che ha conseguito il titolo triennale ai sensi della legge 403 del 1971 – aggiunge – è l’operatore sanitario abilitato a eseguire tutte le tecniche di massaggio e fisioterapia dietro prescrizione medica sia in regime di dipendenza sia nel libero esercizio della professione. In nessuna legge, decreto o sentenza è mai stato riportato che l’attività del massofisioterapista debba essere supportata dalla presenza del medico. Il massofisioterapista è di ausilio al medico in quanto non può in alcun modo effettuare delle diagnosi per cui lavora sempre e solo dietro prescrizione medica ma non è necessaria la supervisione medica”.
I carabinieri del Nas di Ragusa, nelle scrose settimane, hanno effettuato un’ampia perquisizione all’interno della struttura, ritenendola non idonea e priva delle autorizzazioni. Inoltre, il titolare avrebbe operato in assenza di un medico, così come indicato nella relazione trasmessa anche ai funzionari di Palazzo di Città che hanno imposto tutte le prescrizioni del caso.

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