Colpo alla gioielleria “Rachele”, anche Lombardo confessa “spaccata”

 
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La spaccata ripresa dai sistemi di videosorveglianza

Gela. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha ammesso, con dichiarazioni spontanee, di aver fatto parte del terzetto che ha preso di mira la gioielleria “Rachele”, in pieno centro storico. Il ventunenne Angelo Lombardo, attualmente ai domiciliari, è stato sentito questa mattina dal gip del tribunale. Assistito dall’avvocato Giovanni Cannizzaro, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma allo stesso tempo ha ammesso che quella notte, insieme ai ventitreenni Michael Smecca e Carmelo Martines (che si sono già autoaccusati), c’era anche lui. Il bottino finale ricostruito dai pm della procura e dai poliziotti del commissariato ammonta a circa 77 mila euro.

Una “spaccata” che ha fatto incanalare le indagini anche in direzione dei presunti ricettatori, Giacomo Di Noto e Dario Gagliano, ma anche di uno dei titolari dell’attività commerciale, accusato (pare insieme ad un familiare) di favoreggiamento per aver versato denaro in cambio di una parte della refurtiva.

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