“Compostaggio non può stare a Brucazzi”, interrogazione: “Emissioni impattanti per le aziende”

 
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Il sistema di compostaggio a Brucazzi

Gela. I danneggiamenti segnalati nell’ultimo periodo dal commissario Ato Giuseppe Lucisano non hanno ancora permesso di avviare a pieno regime il sistema di compostaggio a Brucazzi, rimasto fermo per oltre un anno a seguito di un sequestro giudiziario. La partenza era stata stabilita per fine gennaio, anche con l’obiettivo di valutarne la tenuta. La vicenda arriva in consiglio comunale. Il gruppo “Unità progresista”, con prima firmataria la grillina Virginia Farruggia, vuole valutare le intenzioni dell’amministrazione comunale e ha proposto un’interrogazione. L’esponente M5s e i consiglieri Paola Giudice e Alessandra Ascia, ritengono che l’impianto non possa più stare a Brucazzi, tra gli insediamenti produttivi dell’area Irsap. È fin troppo impattante, anzitutto rispetto alle emissioni odorigene. “Mi sono pervenute diverse segnalazioni da chi lavora nelle aziende dell’area industriale. Già lamentano cattivi odori e il problema è generalizzato – dice Farruggia – da anni, sosteniamo che l’impianto vada reso efficiente e trasferito a Timpazzo. Ad oggi, non ha la capacità di trattare i quantitativi consistenti di tutti i Comuni dell’ambito”. Il dissequestro deciso dal gip è arrivato al culmine di verifiche tecniche e perizie che hanno escluso conseguenze ambientali. Già l’ex guida Ato, Giuseppe Panebianco, aveva avviato approfondimenti per un trasferimento a Timpazzo ma non si concretizzò.

“Pare che siano iniziate le prime attività preliminari alla ripresa del ciclo dell’impianto – aggiunge Farruggia – e le segnalazioni di un forte tanfo si stanno susseguendo. Vanno fatte valutazioni attente. Non si può penalizzare un intero tessuto economico e produttivo”. All’amministrazione si chiedono controlli e d eventuali interventi istituzionali per un possibile ricollocamento dell’impianto nell’area di Timpazzo, “unica idonea”, conclude il consigliere.

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