“Consiglio su Recovery incomprensibile”, Di Cristina: “Mancuso faccia visita al porto”

 
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Il segretario dem Peppe Di Cristina

Gela. “I rapporti a livello locale non li decido io ma il partito”. Il segretario provinciale dem Peppe Di Cristina non risponde direttamente al sindaco Lucio Greco, che ieri ha dichiarato di non gradire l’atteggiamento del Pd cittadino, ma fissa paletti politici ben precisi. “Non ci siamo mai tirati indietro su questioni che riguardano la città – dice – e non lo faremo neanche adesso. Non ci faremo assorbire dalle polemiche di basso cabotaggio”. Il posizionamento dei dem, usciti dalla giunta e dalla maggioranza ma che ancora dialogano con il sindaco, almeno su di un piano strettamente istituzionale, è un punto che convince poco diversi alleati di Grec. Tanti non accettano la linea “istituzionale” e allo stesso tempo la condotta dem all’assise civica, con i consiglieri del Pd che hanno fatto mancare il supporto ad atti strategici, come quelli finanziari. I “civici” che appoggiano Greco attendono i democratici al varco, con il consiglio monotematico di inizio febbraio, fissato per valutare i contenuti del Recovery plan. “Quella seduta di consiglio la trovo incomprensibile – continua Di Cristina – soprattutto in una fase di crisi politica del governo nazionale. Bisognerebbe invece chiedersi perché la Regione taglia i fondi alla città e non ha ancora finanziato nulla a livello locale”. Su questo fronte, Di Cristina chiama in causa uno degli alleati di riferimento del sindaco Lucio Greco, il deputato regionale Michele Mancuso.

“Basta con la solita retorica sulla sanità – conclude riferendosi alla visita di ieri del deputato al nosocomio di Caposoprano – dopo aver preso atto di tre anni e mezzo di inefficienze in ospedale, perché Mancuso non è andato al porto rifugio? Che fine hanno fatto i lavori e i finanziamenti per l’area del porto? Mi pare che sei mesi fa fosse stata annunciata la gara”. Il segretario dà un primo scossone politico e se non ci sarà un chiarimento, probabilmente potrebbe anche mettere in discussione il dialogo “istituzionale” con il sindaco.

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