Covid-19, barelle di bio-contenimento rotte e solo un’ambulanza medicalizzata

 
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La consegna del 22 aprile al direttore Luciano Fiorella delle due barelle di biocontenimento

Gela. Le due barelle di bio-contenimento donate all’ospedale a marzo sono rotte e inutilizzate ormai da quindici giorni. I pazienti positivi vengono trasportati da un reparto all’altro con sedie a rotelle prive delle misure di contenimento previste dal decreto ministeriale. Anche l’unica ambulanza medicalizzata del servizio 118, quella relativa alla postazione Charlie 6, è priva di barella di bio-contenimento e deve sobbarcarsi le troppe emergenze del territorio. Un azzardo pensare di far fronte all’impennata di casi positivi (solo ieri a Gela ne sono stati confermati 13). E’ questo, in estrema sintesi, lo stato della dotazione del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele”, quasi a volere confermare le preoccupazioni avanzate dall’assessore alla Sanità Nadia Gnoffo che aveva chiesto maggiore rigore all’accesso in ospedale e la presenza esclusiva del direttore sanitario Luciano Fiorella, impegnato in un duplice incarico come, del resto, il manager Alessandro Caltagirone.

Le due barelle di bio-contenimento donate all’ospedale erano state consegnate dalla sezione locale della Croce Rossa Italiana che aveva sposato una petizione popolare durante il recente lockdown. Da due settimane sono state spedite a Latina e, da allora, sembrano essersi perse nel nulla.

A farne le spese sono sia i pazienti che il personale sanitario costretti a spremere l’unica ambulanza medicalizzata del territorio in trasferimenti urgenti dei pazienti positivi al covid-19. Una seconda, la “Charlie 11” operativa a Niscemi, si occuperebbe solo del trasferimento dei pazienti dall’ospedale “Basarocco” verso il presidio ospedaliero di via Palazzi. Come accaduto due giorni fa, quando ha costretto i medici del Pronto soccorso del “Vittorio Emanuele” a fare da staffetta e garantire il ricovero di un paziente positivo in un centro covid-19 della Sicilia. Pare si tratti ormai di una prassi consolidata, con trasferimenti continui verso gli ospedali di Siracusa, Catania e Caltanissetta. L’ultimo, in ordine di cronaca, si è registrato la scorsa settimana quando dal pronto soccorso covid-19 di via Palazzi un positivo è stato condotto presso l’unità covid-19 di Malattie infettive di Siracusa. Una condizione che si traduce in un utilizzo prolungato dell’unica ambulanza medicalizzata. Si parla anche di un’assenza di dieci ore consecutive.

L’altra ambulanza del servizio 118 (Charlie 7) attiva nel territorio è priva di medico a bordo. Un particolare che già in diverse occasioni ha rischiato di sfociare nel linciaggio degli incolpevoli operatori sanitari, lasciati soli a sopperire alle troppe carenze sanitarie in città.

1 commento

  1. Ma come si fa’ ad accettare tutto cio’
    e nessuno dela politica locale e regionale non alza la voce a favore
    di questa città, signor sindaco almeno lei alzi la voce nelle sedi opportune e difenda questa città di
    GELA

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