Crisi “Vittorio Emanuele”, comitato: “Serve reazione unitaria, rimaniamo scettici”

 
0
Filippo Franzone e Luciana Carfi'

Gela. Ieri, il vertice palermitano tutto incentrato sull’emergenza sanitaria del sistema cittadino. C’erano i rappresentanti del comitato “Sos Vittorio Emanuele”, oltre all’amministrazione comunale, al management Asp e all’assessore regionale Volo. Il comitato continua ad essere poco entusiasta nonostante qualche apertura. “Nel lungo incontro, durato oltre un’ora, la delegazione gelese ha cercato di far notare le carenze ataviche dell’ospedale gelese. Qualcosa sembra sia stata ottenuta, pur trattandosi di questioni discusse e programmate da anni, e per questo non possiamo fare a meno di restare scettici a delle promesse che si sono rinnovate per troppo tempo – dicono i referenti del comitato Filippo Franzone e Luciana Carfi’ – in tema di assunzioni continuiamo a non registrare dei progressi, perché ogni tanto c’è qualche tiepida assunzione, ma non si tiene conto dei pensionamenti che sopraggiungono, lasciando di fatto una situazione di stallo. Le motivazioni addotte ad ogni occasione da parte del manager dell’Asp il quale sostiene che in città i medici non vogliono venire, non sono bastate a placare gli animi. Del resto fino al 2009, anno in cui Gela perse l’autonomia amministrativa dell’ospedale, i medici venivano tranquillamente, mentre da quando è l’Asp a gestire il nosocomio  i medici non vogliono venire più. Inoltre, i medici e il personale gelese a Caltanissetta svolgono servizio se necessario, lo stesso non può dirsi del contrario. I medici del “Sant’Elia” si mettono in malattia per trenta giorni, così ha dichiarato il manager, difeso dall’assessore regionale”.

Per il comitato serve una “reazione unitaria”. “L’Azienda Ospedaliera di Gela rimane l’unica vera possibilità di rilancio per il presidio. Questo permetterebbe alla sanità locale di organizzarsi autonomamente rispondendo prontamente alle esigenze particolari del territorio. L’interlocutore in questo caso è l’Ars che dovrebbe legiferare sull’argomento. Quindi luci e ombre in questo incontro. È necessaria – concludono Franzone e Carfi’ – una reazione unitaria, cosciente e organizzata della città perché le misure in adozione non renderanno il “Vittorio Emanuele” un ospedale adeguato alle esigenze di un territorio vasto e popoloso qual è quello locale”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here