“Dialgo con M5s e Siragusa va avanti”, Giudice: “Bisogna chiarire posizione di chi è già candidato”

 
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Il consigliere comunale Paola Giudice

Gela. Si apre una fase di scelte politiche con gli occhi rivolti alle amministrative. Gli ultimi mesi del 2023 hanno fatto da preludio. L’agorà che cerca di mettere insieme progressisti, civici e moderati, ha mosso i primi passi ma non tutto pare così lineare. “E’ prematuro parlare di un accordo – dice il consigliere di sinistra Paola Giudice – per quanto mi riguarda, il Movimento cinquestelle è il baricentro del progetto. Va avanti inoltre il dialogo con Guido Siragusa e con il suo gruppo. Per quanto riguarda gli altri, invece, devo dire che non tutto è così certo. C’è chi dovrebbe chiarire le proprie posizioni”. Il consigliere dell’intergruppo “Unità progressista” ritiene che un progetto amministrativo non possa basarsi su “questioni di politica nazionale”. “Ai cittadini interessano le cose pratiche, gli interventi di manutenzione, la vivibilità e poi certamente non si può trascurare di valutare gli introiti delle royalties e l’uso che se ne farà. Il programma – dice ancora – è essenziale, partendo però dalla consapevolezza di un Comune in dissesto. Sarà una situazione molto difficile”. Giudice non ci gira troppo intorno, su un piano politico. “Il dialogo può andare avanti ma non credo che ci possano essere le condizioni in presenza di un candidato a sindaco e del suo partito che non ha mai veramente chiarito questa situazione – aggiunge – penso invece che debbano esserci dei paletti ben chiari. Ovviamente, la politica si fa per passione e per rispondere alle richieste dei cittadini. Non c’è un obbligo di seguire un progetto nel quale non ci si riconosce”.

Pare evidente il richiamo del consigliere sia all’ex parlamentare Ars Miguel Donegani, che con il laboratorio “PeR”, Sinistra italiana e “#2029” vira verso la candidatura a sindaco, ma anche al Pd, del quale lo stesso Donegani è dirigente di lungo corso. Del resto, Giudice non ha mai negato di credere poco nelle strategie dell’attuale corso del Partito democratico. Un avvicinamento, con un dialogo più convinto, c’era stato sotto la segreteria di Siragusa, con il quale non a caso i contatti proseguono. Per il resto, come già sottolineato anche da Emanuele Antonuzzo di “Idee e partecipazione”, ci sono anime del contesto progressista che non vedono di buon occhio un progetto da strutturare per l’alternativa al centrodestra ma con il “peso” di un candidato forse più che in pectore.

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