“Dieci milioni fermi alla regione”: l’Eni paga ma i progetti non arrivano

 
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Gela. Tredici milioni di euro già incamerati da Palazzo di Città ma, adesso, rimane il punto interrogativo su almeno altri dieci milioni che attendono nelle casse della regione.

Si tratta di quanto versato dal gruppo Eni rispetto alle attività estrattive svolte in città.
Soldi destinati all’ente comunale ma che non potranno essere sbloccati senza la presentazione di progetti che ne giustifichino l’utilizzo. “Da quattro mesi – spiega il componente della commissione comunale sviluppo economico Guido Siragusa – tutto sembra essersi fermato. Vorrei capire come mai i dirigenti incaricati di presentare i progetti alla regione non l’abbiano ancora fatto”.
I dieci milioni di euro fermi a Palermo sono il corrispettivo, circa il tre percento, delle attività d’estrazione e ricerca svolte dal gruppo Eni sul territorio locale.
“Quest’anno – continua lo stesso Siragusa – il comune ha già incassato royalties versate da Eni per un totale di tredici milioni di euro. Non è accettabile, però, che soldi spettanti di diritto a questo territorio rimangano fermi per mancanze che, a questo punto, sono da addebitare ai funzionari municipali. Come commissione sviluppo economico, abbiamo lavorato per mesi con l’obiettivo di portare a casa quanto dovuto da Eni per le attività svolte in città”. Adesso, quindi, la palla passa proprio ai dirigenti che dovrebbero presentare i progetti da finanziare con una copertura da dieci milioni.
Ma, sicuramente, non sono tutte rose e fiori. “Purtroppo – prosegue Siragusa – parliamo di fondi, soprattutto quelli derivanti dalle royalties petrolifere, che per gran parte verranno sottratti ai cittadini. Il fardello dei debiti fuori bilancio si fa ancora sentire e i soldi per pagarli bisogna pur prenderli da qualche parte. Così, si concretizza un doppio torto a danno proprio dei cittadini. Non solo siamo costretti a utilizzare i loro soldi, quelli che arrivano con il pagamento delle tasse, per saldare i debiti creati da altri ma non possiamo neanche mettere a disposizione del territorio tutti i fondi che, ad esempio, vengono versati da Eni”.
Per questa ragione, il consigliere comunale dell’Udc e componente della commissione sviluppo economico, presieduta dal collega Terenziano Di Stefano, tiene a marcare il campo da qualsiasi presa di posizione. “Chi ha prodotto i debiti fuori bilancio? – si chiede – basta controllare le date delle delibere. Ci si accorgerà facilmente che sono tutte riconducibili al periodo precedente al 2010. Quindi, non sono certamente addebitabili alla giunta Fasulo che, invece, si è assunta l’onere di pagare circa trenta milioni di debiti, ovvero quelli che gli altri, pur avendo prodotto, si erano guardati bene dal pagare. Questo tipo di politica ha rubato il futuro ai cittadini”.

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