Diplomi “facili” al Michelangelo, acquisito il decreto di archiviazione delle difese

 
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Gela. A dicembre, arriveranno le richieste della procura generale.


Acquisito il decreto di archiviazione. Intanto, i giudici della Corte d’appello di Caltanissetta hanno acquisito il decreto di archiviazione delle accuse che erano state mosse a diversi ex insegnanti dell’istituto paritario Michelangelo. Una decisione formalizzata su richiesta dei difensori di altri imputati, già condannati in primo grado. Si tratta degli allora responsabili non solo dell’istituto scolastico locale, ma anche di altre strutture satellite, sparse per la Sicilia. In primo grado, sono arrivate cinque condanne.

Quattro anni di reclusione ciascuno per Emanuele Cassarino ed Ernesto Calogero, tre anni e quattro mesi a Giovanni Rapidà, tre anni e tre mesi a Giuseppe Malfitano, due anni e tre mesi per Luigi Rizzari. Assolti, invece, Patrizia Calvo e Libero Lise. In base alle accuse, sarebbero stati appositamente ritoccati registri di classe e documentazione, di modo da assicurare la frequenza agli studenti. Per i pm, almeno stando a quanto emerso in primo grado, sarebbe bastato pagare per ottenere il diploma. Accuse sempre respinte dagli imputati che, attraverso i legali di difesa, tra questi gli avvocati Antonio Gagliano, Giuseppe Nicosia e Angelo Armenio, hanno negato pratiche illecite, tese ad avvantaggiare gli iscritti ai loro istituti. Non ci sarebbe stato, quindi, nessun sistema escogitato per garantire diplomi facili. In aula, si tornerà il mese prossimo, ed oltre alle richieste della procura generale, alcuni difensori esporranno le rispettive conclusioni.

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