Gli operai davanti all’impianto d’imbottigliamento, ancora proteste: sale la tensione anche nel diretto

 
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Gela. La protesta degli operai dell’indotto Eni prosegue senza sosta.

L’impianto d’imbottigliamento fermo. Nelle scorse ore, però, i lavoratori hanno deciso di rimuovere il presidio lungo la 115 Gela-Vittoria per concentrare le forze davanti all’ingresso degli impianti di imbottigliamento del gas di raffineria. Un sit in monitora costantemente l’area e l’attività si è sostanzialmente fermata.
La protesta e i presidi proseguono anche lungo le strade d’accesso alla raffineria e sulla 117 bis Gela-Catania. Gli operai non sembrano voler mollare la presa neanche davanti all’ingresso del Green Stream a Piana del Signore. L’obiettivo è di alzare il tiro della mobilitazione dopo l’esito dell’incontro romano al Ministero dello sviluppo economico ritenuto praticamente fallimentare. “Siamo quì per il lavoro e non per gli ammortizzatori sociali – spiegano ai presidi – stiamo lottando non solo per noi ma anche per chi il lavoro non lo ha più da diverso tempo”. 

La protesta dei pensionati. Intanto, un gruppo di pensionati ha organizzato un altro sit in sulla Gela-Butera. La tensione, comunque, è tutt’altro che smorzata.

Tensione tra i dipendenti di Enimed e di raffineria. Alle prime luci del mattino, infatti, decine di dipendenti Enimed e di raffineria si sono radunati lungo via Venezia rallentando il traffico veicolare. Da giorni, non riescono più ad accedere agli uffici del centro direzionale sulla 117 bis e all’interno della fabbrica di Piana del Signore. I sit in, comunque, non verranno rimossi dopo l’appoggio incondizionato anche della triade sindacale. 

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